Sulle prime bancarelle dell’estate 2017 ho trovato questo secondo numero della collana “I Giaguari” della milanese S.E.A. (Società Editoriale Attualità) diretta da Silvio Biscàro.

La scheda di Uruk:

2. Le notti calde di Caterina di Russia, di Marcantonio Di Bella [novembre 1967]

La trama:

Il ricordo di Caterina II rimarrà eternamente legato alle sue notti turbinose, alla folla degli amanti che si succedettero nel suo letto, alla sua inestinguibile sete d’amore che la portò, sulle soglie della vecchiaia, a cercare ancora ufficiali aitanti che, in cambio di un’ora d’affetto, avrebbero ricevuto titoli nobiliari e montagne d’oro. La storia ha assegnato all’insaziabile imperatrice 22 amanti «ufficiali» e cento «ufficiosi»: ma forse furono di più.

L’incipit:

La slitta tirata da tre pariglie di splendidi morelli si arrestò, in un turbinio di neve fresca, davanti al Galavinski Dvarets, il bel palazzo di legno nel quale la zarina Elisabetta stabiliva la residenza durante i suoi soggiorni a Mosca. I granatieri del reggimento «Preobrajenski», che avevano galoppato di scorta durante tutto il viaggio, balzarono di sella e si disposero ai lati dell’ingresso. Dall’interno della reggia giunsero echi di voci festose e rumori provocati dai soldati di guardia che si radunavano in fretta per rendere gli onori.
— Sono proprio loro: avvertite subito la matuska… —, gridò un sergente.
All’incerto chiarore di alcune torce (erano le otto di sera del 9 febbraio 1744, il sole era tramontato già da quattro ore) due svelte figure femminili scesero dal veicolo e percorsero a rapidi passi il viale che conduceva al palazzo.
La più anziana aveva trentacinque anni. Il suo nome era Giovanna Elisabetta di Holstein, una delle tante principesse della litigiosa provincia tedesca. L’altra era sua figlia, Sofia Augusta Federica, una ragazza di neanche quindici anni, dal viso aperto e attraente, almeno a giudicare da quel poco che si riusciva a vedere, avvolta com’era in una pelliccia con ampio cappuccio.
Le donne passarono fra due file di granatieri, che le salutarono con le sciabole sguainate, e varcarono la soglia. A riceverle nell’atrio si erano date convegno più di cento persone: ufficiali della Guardia, cerimonieri, alti funzionari di Corte, dame incipriate e numerosi valletti.
— Benvenute nella residenza di Sua Maestà Imperiale, nostra piccola madre —, disse il gran ciambellano, chinandosi a baciare il lembo della veste della principessa.
Giovanna rispose con un cenno altero del capo; quindi si liberò della pelliccia e ordinò che l’accompagnassero negli appartamenti che le erano stati destinati. Si sentiva nel pieno clima di un’avventura fantastica, al centro dell’attenzione di tutto il mondo. Sofia l’osservava in silenzio, un po’ divertita da quella messinscena.

HistorikIn appendice al volume scopriamo il frizzante fumetto della serie “Historik”, logo che strizza chiaramente l’occhio alle grandi K dell’epoca (Diabolik, Satanik, Kriminal): una vicenda dell’antica Roma è narrata con leggerezza e umorismo pecoreccio, con legionari ubriaconi, contadini asinini e donnine svestite.

L.

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