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Con l’estate arriva la collana stagionale I Classici del Giallo Mondadori ORO, che questo luglio con il numero 7 presenta Il banchiere assassinato (1935) di Augusto De Angelis.

La scheda di Uruk:

7. Il banchiere assassinato (1935), di Augusto De Angelis [luglio 2017]
Inoltre contiene il racconto: La Lambretta di Cardosa, di Carlo Parri

La trama:

Una stanza grigia, polverosa. Un tavolo consumato e una vecchia stufa. E il telefono nero che nelle lunghe notti di attesa, con la nebbia fin dentro il cortile della Questura di Milano, prima o poi squillerà… È tutto qui il mondo del commissario De Vincenzi, e questa è proprio una di quelle notti. L’amico Giannetto Aurigi gli fa visita dopo aver assistito a uno spettacolo alla Scala e aver vagato senza meta per le strade. Ma per quale ragione presentarsi nel suo ufficio a un’ora tanto tarda? C’è qualcosa di strano, addirittura di sinistro, in lui. La risposta, forse, è nello squillo lacerante del telefono che interrompe la loro conversazione. È stato commesso un delitto, proprio nell’appartamento di Aurigi, e la vittima è il banchiere che gli aveva prestato una grossa somma di denaro. È così che, nell’Italia del Ventennio, inizia per il commissario un’ordinaria vicenda investigativa, fatta di riflessioni, sopralluoghi, interrogatori. Perché è questo il suo mestiere. E perché nella grande città addormentata i drammi sono infiniti.

L’incipit:

Piazza San Fedele era un lago bituminoso di nebbia, dentro cui le lampade ad arco aprivano aloni rossastri.
L’ultima auto s’allontanava lentissimamente dal marciapiede del teatro Manzoni, facendo risuonare sordamente il claxon. Il teatro chiudeva le sue grandi porte nere.
Qualche ombra fantomatica traversava la piazza. Due ombre si scontrarono allo sbocco di via Agnello e una di esse notò che l’altra era quella di un signore in abito da sera, pelliccia e tuba. Il signore per suo conto non vide che un’ombra nera. Non guardava neppure, del resto. Camminava. Procedette dalla piazza per via Agnello, nella nebbia, lentamente. Andava.
L’uomo, come se avesse riconosciuto colui col quale s’era urtato, si voltò per seguirlo. Ma subito si fermò, indeciso, trasse l’orologio e, accostatoselo agli occhi, vide che era la mezzanotte passata da qualche minuto. Alzò le spalle e tornò sui suoi passi, dirigendosi in fretta verso il grande portone della Questura, dentro cui entrò.

L’autore:

Augusto De Angelis (1888-1944), incarcerato per antifascismo nel 1943, morì in seguito alle percosse subite durante un’aggressione fascista. Scrittore e giornalista, è considerato il “padre nobile” del giallo all’italiana. Protagonista di dodici suoi romanzi scritti tra il 1935 e il 1942 e ambientati nella Milano degli anni Trenta è il commissario De Vincenzi, della Squadra Mobile di piazza San Fedele.

L.

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