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Il 1982 è l’anno dell’apice e dell’immediata caduta della visione editoriale di Marco Tropea: proprio quando stavano crollando due delle sue collane di romanzi d’azione da edicola – FLASH e Cerchiorosso – ha provato a creare la collana aperiodica “Biblioteca dell’Avventura”, nata e morta anch’essa in questo fatidico 1982.
Di quell’esperimento ci rimane una manciata di rarissimi romanzi con copertina di Oliviero Berni, come questo supplemento a “I Classici dello Spionaggio” n. 15.

La scheda di Uruk:

Dinastia di spie (Dynasties of Spies, 1980) di Dan Sherman [maggio 1982] Traduzione di Guido Zurlino

La trama:

Si chiamano Dancer, John, Allen e Jessie Dancer. Rappresentano tre generazioni di una dinastia di spie. Per mezzo secolo dominano il mondo segreto dello spionaggio da entrambi i lati della Cortina di Ferro. Attraverso il loro indissolubile legame, chiamato Fonte Magica, controllano ogni avvenimento, ogni mossa politica mondiale. Sono polenti e ambiscono a diventarlo ancora di più. Ma sono anche umani, e ognuno ha una grande, drammatica storia d’amore che graffierà la loro scorza esterna e sconvolgerà i loro equilibri.

L’incipit:

Forse questa storia appartiene di diritto agli storici, a coloro che tennero la documentazione del mondo dei servizi segreti. Certamente fu la loro concezione degli avvenimenti quella che venne tramandata, una concezione riassunta in un brano trovato in uno degli ultimi rapporti. Il brano paragonava la famiglia Dancer a un rocchetto su cui erano state avvolte e riavvolte menzogne. Solo quando venne dipanato fino in fondo, apparve chiaro che la verità era stata nascosta per ottantanni.
Era innegabile che si era volutamente scelto di mantenere il segreto sulla vicenda. Il passato era di vitale importanza. Tutto dipendeva da ciò che era accaduto in precedenza, perché si erano avvicendate tre generazioni della famiglia Dancer, e l’ultima era una diretta conseguenza della prima.
Il primo era stato John, partito da Londra nel 1917 per attraversare le linee finlandesi alla volta della Russia. Persino dopo più di sessantanni non si capiva con precisione che cosa poteva essere successo. Si sapeva solo che era stato reclutato dal servizio segreto inglese, e che la sua missione aveva avuto a che fare con il tentativo alleato di tenere i russi nel conflitto. Si sapeva anche che le cose erano andate storte e che un uomo era stato fucilato contro un muro di Pietrogrado. Ma questo succedeva tanto tempo fa. Il punto davvero importante era che John Dancer era stato la prima spia.

L.

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