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Anche la Longanesi va a racimolare opere prime per risparmiare sugli autori: l’editoria italiana è ormai la sagra degli esordienti…

La scheda di Uruk:

Ragdoll (Ragdoll, 2017) di Daniel Cole [maggio 2017] Traduzione di Michele Fiume

La trama:

Londra, 2010. Il processo al Cremation Killer, Naguib Khalid, è giunto al momento della sentenza. Il detective William Fawkes, detto Wolf, è in ansiosa attesa del verdetto. Perché le prove a carico dell’imputato sono indiziarie, e c’è chi dice che siano state inventate da Wolf stesso. Quando Khalid viene assolto, Wolf lo aggredisce in tribunale e viene rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Ma pochi giorni dopo Khalid viene colto sul fatto: se solo avessero ascoltato Wolf, l’ultima vittima avrebbe potuto salvarsi invece di morire bruciata viva come le altre. Londra, 2014: Wolf è tornato in servizio, ma è un uomo distrutto. Divorziato, ha appena traslocato in un palazzo fatiscente ai margini della capitale inglese. Una notte, viene convocato su una scena del crimine. In un appartamento disabitato si trova un cadavere. Un solo corpo… Ma sei vittime. Sei parti differenti, sei membra di persone diverse, cucite insieme in modo rozzo. Ma non basta, perché il killer fa arrivare alla stampa un elenco di nomi e date.
Sono le sue prossime vittime, e l’assassino arriva a dire anche quando le ucciderà. Ed è scorrendo la lista fino all’ultimo nome che Wolf capisce che quella terribile sfida lo riguarda molto, molto da vicino.

L’incipit:

Samantha Boyd si chinò per passare sotto il traballante nastro barriera della polizia e alzò lo sguardo verso la statua della Giustizia appollaiata in cima alla cupola dell’Old Bailey, il famigerato tribunale di Londra. Doveva essere un simbolo di forza e di rettitudine, ma Samantha ormai la vedeva per quello che era nella realtà: una donna disillusa e disperata in procinto di lanciarsi giù dal tetto e schiantarsi sulla strada. Appropriatamente, la benda che in tutte le raffigurazioni al mondo le copriva gli occhi in quel caso era stata omessa; perché l’idea che la giustizia fosse cieca era ingenua, specialmente quando c’erano di mezzo problemi come il razzismo e la corruzione nelle forze di polizia.
Le strade circostanti, così come le stazioni della metropolitana, erano state chiuse nuovamente per via dello sciame di giornalisti che le aveva invase, trasformando un’area trafficata del centro di Londra in una specie di assurda baraccopoli piccolo borghese. Confezioni di cibo vuote giacevano ovunque sull’asfalto coperto di rifiuti, mettendo in bella mostra i loghi di Marks & Spencer e Pret A Manger. Nécessaire di marca venivano riposti mentre echeggiava il ronzio dei rasoi elettrici. L’inadeguato ferro da stiro da viaggio di uno dei presenti non riusciva a mascherare il fatto che aveva dormito con addosso l’unica camicia e cravatta che aveva.
Samantha si intrufolò nella folla, sentendosi tutti gli occhi addosso. Era in ritardo e sudava dopo la marcia forsennata di sei minuti filati da Chancery Lane. I suoi capelli biondo platino le tiravano in cima al capo, dove li aveva raccolti tentando senza successo di cambiare il proprio aspetto per non essere riconosciuta. La stampa aveva identificato le persone collegate al processo sin dal primo giorno. A quel punto, giunti al giorno quarantasei, Samantha era apparsa probabilmente in tutti i principali quotidiani del mondo. Era stata perfino costretta a chiamare la polizia quando un giornalista particolarmente insistente l’aveva seguita fino a casa, a Kensington, rifiutandosi di andarsene. Decisa a evitare ulteriori attenzioni sgradite, chinò il capo e procedette spedita

L’autore:

Daniel Cole (Inghilterra, 1983) ha lavorato in passato come paramedico. Ragdoll è il suo primo romanzo e il primo capitolo della trilogia legata al detective Wolf. Vive a Bournemouth.

L.

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