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La collana “Segretissimo” (o quel poco che ne resta) n. 1637 presenta questo agosto Il Professionista. Kill Skorpia di Stephen Gunn (l’italianissimo Stefano Di Marino).

La scheda di Uruk:

1636. Il Professionista. Kill Skorpia (2017) di Stephen Gunn (Stefano Di Marino) [agosto 2017]

La trama:

Da Tokyo a San Francisco è in atto una guerra. Le principali organizzazioni della Yakuza, la mafia giapponese, si sono date battaglia senza esclusione di colpi. Le ripercussioni sull’intera economia delle nazioni che si affacciano sul Pacifico potrebbero essere disastrose. Per indagare Chance Renard, il Professionista, richiama in campo il suo amico Marvin. Comincia così una fitta trama di scontri e alleanze, mediazioni e debiti d’onore, ma presto si profila il piano di vendetta di Skorpia, la più feroce assassina dell’Estremo Oriente. E con lei ci sono due vecchie conoscenze del Professionista decise a chiudere una volta per tutte una lunga partita di violenze e avidità. Dalle ville della costa californiana ai circoli esclusivi di un Giappone sommerso dalla neve, fino a una giungla impenetrabile nel Sudest asiatico, si scatena una lotta dalla quale solo una parte potrà uscire indenne.

L’incipit:

Le fiamme crepitavano sommessamente nel grande braciere di metallo in fondo alla stanza. Nel buio salivano lingue scarlatte orlate di riflessi azzurrini. Di tanto in tanto esplodevano fiori di scintille che danzavano nel vuoto prima di disperdersi nella notte. L’alone creava un riflesso fosco che esaltava il contrasto tra luce e ombra e dilagava sino alla grande finestra rettangolare, affacciata sulla giungla. Il caldo era umido e opprimente, saturo degli odori della foresta che, oltre i confini della casa di legno, era un oscuro oceano fatto di forme indistinte. Vegetazione e pinnacoli di roccia scolpita, piante millenarie e templi dedicati a divinità dimenticate. Il sentore della giungla e i suoni della palude coprivano ogni cosa, come un sudario.
E lì, in un angolo della grande stanza pannellata di assi di legno levigato, c’era il Drago d’Oro. Cinquecento chili di prezioso metallo lavorato dal più abile degli artigiani che gli aveva dato forma plasmando quella ricchezza trafugata da un paese lontano e portata sin nell’isola di Garudan, enclave separata dal resto del mondo, poco più di uno scoglio coperto da foreste e alte montagne fra l’Indocina e il Mar Cinese Meridionale.

L’autore:

Stephen Gunn è lo pseudonimo di Stefano Di Marino, uno dei più prolifici scrittori di spionaggio e avventura italiani degli ultimi decenni. Nato nel 1961, ha viaggiato in Oriente e ancora vi trascorre parte del suo tempo. Oltre alla scrittura si interessa di arti marziali, pugilato, fotografia e cinema, soprattutto quello orientale al quale ha dedicato numerosi saggi. Ha esordito con il suo vero nome pubblicando Per il sangue versato, Sopravvivere alla notte, Lacrime di Drago (Mondadori). Ha usato per la prima volta lo pseudonimo Stephen Gunn per firmare i romanzi Pista cieca e L’ombra del corvo (Sperling). Poi, venti anni fa, è nata la serie dedicata a Chance Renard, il Professionista. Scrive per siti e riviste di settore. Su Wikipedia, Stefano Di Marino e il Professionista hanno due voci distinte con bibliografia aggiornata e commentata del personaggio. Per saperne di più sull’autore, sul Professionista e sul suo mondo, cercatelo su Facebook, la fan page di Chance Renard-Il Professionista ed ecco il blog.

L.

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