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La ricca estate bancarellaria 2017 ha fruttato questo splendido numero della compianta collana “Supergiallo” (Mondadori) di Stefano Magagnoli, che raccolse l’eredità delle antologie estive mondadoriane.

La scheda di Uruk:

15. Speciale Estate Gialla 1999 presenta Profondo Giallo (The Edgar Winners, 1980), a cura di Bill Pronzini [agosto 1999] traduzione di Igor Longo
Introduzione, di Bill Pronzini
Il tè del Cappellaio Matto (The Adventure of the Mad Tea-Party, da “Redbook Magazine”, ottobre 1934) di Ellery Queen
Delitto nell’ascensore (After-Dinner Story, da “Black Mask”, gennaio 1938; “EQMM”, settembre 1943) di William Irish (Cornell Woolrich)
Il caso dei pesci gatto [Dottor Daniel Coffee] (apparso originariamente come Sleepwalker su “Collier’s”, 15 maggio 1948, ristampato poi come Catfish Story per “Ellery Queen’s Anthology”, n. 8, 1965) di Lawrence G. Blochman
Gronda di sangue, amore (Love Lies Bleeding, da “EQMM”, novembre 1950) di Philip MacDonald
Agnello al macello (Lamb to the Slaughter, da “Harper’s Magazine”, settembre 1953) di Roald Dahl
Il metodo Blessington (The Blessington Method, da “EQMM”, giugno 1956) di Stanley Ellin
L’affittacamere (The Landlady, da “The New Yorker”, 1959) di Roald Dahl
Il club della vela (The Sailing Club, da “Cosmopolitan”, ottobre 1962; “EQMM”, aprile 1964) di David Ely
Stavolta ti uccido (This Will Kill You, da “EQMM”, novembre 1950) di Q. Patrick (Patrick Quentin)
O come omicidio [Mitch Taylor & Bill Decker] (H as in Homicide, da “EQMM”, marzo 1964) di Lawrence Treat
La stanza rettangolare [Capitano Leopold] (Death in the Oblong Room, da “The Saint Magazine”, luglio 1967) di Edward D. Hoch
L’uomo che imbrogliò il mondo (The Man Who Fooled the World, da “The Saturday Evening Post”, 24 agosto 1968) di Warner Law
Il giardiniere di mezzanotte (Moonlight Gardener, da “Argosy”, dicembre 1971) di Robert L. Fish
Il sudario purpureo (The Purple Shroud, da “EQMM”, settembre 1972) di Joyce Harrington
La nuvola sotto il tetto (The Cloud Beneath the Eaves, da “EQMM”, gennaio 1978) di Barbara Owens

L’Introduzione:

La MWA, l’associazione degli scrittori di mystery americani, fu fondata nel ’45 dai più importanti membri del mondo del giallo, quali Ellery Queen, Anthony Boucher, Lawrence G. Blochman e Hugh Pentecost. I propositi dell’associazione erano e sono duplici, come scrisse Richard Lockridge nella sua introduzione alla prima delle antologie annuali della MWA, Murder Cavalcade, pubblicata nel ’46: «I suoi membri hanno la possibilità di incontrarsi periodicamente con esperti criminologi, medici legali, ispettori di polizia, tossicologi e specialisti degli effetti di un corpo contundente sul cranio umano. Impariamo così in queste riunioni nuovi sistemi per farvi gelare il sangue nelle vene, e a volte è il nostro sangue il primo a congelare! Il secondo proposito è più vicino a noi che al lettore. Il nostro slogan è il semplice motto: “Il delitto non paga… abbastanza”, e uno dei nostri scopi è di farlo pagare di più».
Che l’MWA abbia raggiunto gli scopi prefissati è provato dall’inarrestabile popolarità del giallo, dovuta in larga par te al genio inesauribile di vecchi e nuovi membri e ai cospicui diritti d’autore che gli scrittori di oggi ricevono dagli editori. Il successo dell’MWA può essere misurato dalla continua crescita del numero degli iscritti; dai modesti inizi del 1945, con un manipolo di celebri professionisti del cri mine, residenti perlopiù nella zona di New York, l’associazione è ora divenuta una vasta organizzazione presente su tutto il territorio nazionale, con più di settecento membri tra scrittori professionisti e part-time, editori e redattori, critici e lettori. Al banchetto annuale della consegna dei premi Edgar (dal nome del nostro santo patrono, Edgar Allan Poe), che si tiene a New York l’ultimo venerdì di aprile, partecipano di solito almeno quattrocento persone, fra le quali molle celebrità non solo del mondo letterario.
Il premio Edgar è il terzo scopo dell’MWA: onorare i migliori scrittori del nostro genere, per ispirare nuove e sempre migliori opere in futuro.
È per questo che l’Edgar è così importante per noi, proprio come l’Oscar o l’Emmy sono importanti per gli attori del cinema e della televisione. Sono i nostri colleghi, radunati in giurie, a votare i candidati per il miglior romanzo, per la migliore opera prima, per la migliore novella, per il miglior True Crime ecc., e non ci può essere gloria più grande per uno scrittore, giovane o vecchio, esordiente o professionista, che essere premiato dai migliori dei suoi pari.
Nel 1945, il primo premio Edgar per la migliore opera d’esordio fu vinto da Julius Fast con il romanzo Watchful at Night; Anthony Boucher vinse l’Edgar per la critica e la pellicola L’ombra del passato, un classico hard-boiled con Dick Powell tratto da Addio mia amata di Chandler, quello per il miglior film giallo. In seguito si aggiunsero nuovi premi: nel ’47 l’Edgar per il True Crime e per il miglior racconto, nel ’53 l’Edgar per il miglior romanzo, nel ’54 il Grand Master (viene dato a ritmo irregolare a un Grande Maestro del genere votato dalla dirigenza dell’MWA), nel ’60 l’Edgar per il miglior giallo per ragazzi, nel ’69 l’Edgar per il miglior giallo pubblicato in edizione tascabile e nel ’76 l’Edgar per la miglior biografia o saggio critico. Inoltre, nel ’48 si cominciarono ad assegnare i Raven, per ricordare il Corvo di Poe, e altri premi speciali a libri, commedie, film e personaggi degni di nota per le loro qualità insolite e meritorie.
Questa antologia è la trentatreesima a essere sponsorizzata dall’MWA, ma è diversa dalle altre perché è la prima a raccogliere in volume le migliori storie che abbiano vinto l’Edgar per il miglior racconto, un premio ambito e assegnato ad alcuni dei più grandi giallisti. Va notato che i primi due Edgar (vinti da Queen e da William Irish) vollero premiare l’opera complessiva e non un racconto in particolare, che il terzo anno non si assegnò alcun premio ma si decise di onorare l’“Ellery Queen Mistery Magazine” per il suo ruolo meritorio nella diffusione della novella poliziesca, e che i successivi quattro Edgar non premiarono un singolo racconto ma un’intera antologia (Diagnosis Homicide di Lawrence G. Blochman, Fancies and Goodnights di John Collier, Something to Hide di Philip MacDonald e Sto rie impreviste di Roald Dahl). Fu solo nel ’54 che si iniziò a premiare una singola novella, come si fa tuttora. Ma alcuni di questi autori erano così famosi anche al di fuori del mondo del giallo che sarebbe stato veramente criminoso escluderli. Così ho scelto quelli che considero i racconti migliori e più significativi dell’opera di Queen e Woolrich (che qui utilizza lo pseudonimo di William Irish) e delle antologie premiate.
Le quindici storie che vi presentiamo comprendono i più bei racconti polizieschi degli ultimi decenni, con la gamma più ampia possibile di temi, di stili e di autori, a testimoniare che il giallo, contrariamente a quello che vorrebbero darci a intendere certi critici, non è affatto un genere ristretto e limitativo.
Ci sono tradizionali racconti di detection, suspense psicologici, police procedural, studi di carattere, apologhi morali con aspri commenti sulla nostra società, nostalgici squarci sul passato e persino qualche esperimento d’avanguardia. Ci sono opere di abili giallisti, noti e meno noti, quali Ellery Queen, Lawrence G. Blochman, William Irish, Stanley Ellin, Philip MacDonald, Edward Hoch e Robert L. Fish, racconti di esordienti come Barbara Owens e Joyce Harrington, felicemente scoperte entrambe dalla “Ellery Queen Mystery Magazine”, e racconti di scrittori che han no ottenuto un meritato riconoscimento letterario come Roald Dahl. In breve, sono i racconti dei migliori professionisti del crimine. Scrittori vincenti in più di un senso. Spero che vi piacciano.

Bill Pronzini

L.

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