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Dalle bancarelle pesco questo vecchio numero di “Segretissimo” (Mondadori) della gestione di Laura Grimaldi.
L’illustrazione di copertina è firmata come sempre da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

799. Progetto Nettuno (Neptune, 1977) di Samuel Edwards (Noel B. Gerson) [22 marzo 1979] Traduzione di Patrizia Bonomi
Inoltre contiene il racconto: Una pollastra da spennare, di Giuseppe Bustreo

La trama:

Quando un sommergibile affondato viene trovato da una squadra navale in fondo al Mar della Cina, si sospetta che dietro la faccenda si nasconda la “Corporation”, un’organizzazione di controspionaggio capace di ideare e portare a termine piani incredibilmente audaci. Ora, per ricuperare il sommergibile affondato, bisogna costruire la Nettuno, un’enorme nave che dovrà tirar su il relitto e permettere agli americani di scoprire segreti importantissimi. A due agenti della Corporazione, l’enigmatico Porter e la sua bionda, gelida collega Adrienne, viene affidato l’incarico di proteggere la sicurezza del Progetto Nettuno. Un compito quasi impossibile.

L’incipit:

— Immersione rapida — ordinò il comandante.
— La pressione del carburante è in questo momento del dodici e due per cento, signore — disse il nostromo controllando il quadro strumenti a poppa nel batiscafo a forma di sigaro. — La profondità sta aumentando, signore. Stiamo quasi per toccare gli undicimila piedi. Ecco. Undicimila.
Il comandante del grosso batiscafo d’acciaio annui, poi non si udì altro rumore se non il ronzio del generatore che forniva la corrente elettrica. La struttura base del batiscafo non era stata modificata rispetto al primo disegno di Auguste Piccard elaborato prima della seconda guerra mondiale. Dei generatori pompavano ossigeno nella cabina e degli elettromagneti tenevano ben ferme contro lo scafo le sbarre di ferro usate come zavorra; quando queste fossero state sganciate il batiscafo sarebbe risalito alla superficie.
Il vicecomandante guardò fuori dallo spesso oblò, regolò i fasci di luce dei due riflettori che fendevano l’oscurità del mare e fece rapporto alla nave appoggio, la “New Haven”, che era all’ancora più di due miglia sopra di loro nel Mar Cinese meridionale.
— Il banco di pesci è sparito. Nessun tipo di vita marina. Nessun ostacolo.
Il batiscafo ebbe un leggero sussulto a causa di un ulteriore aumento di velocità, e tutti e cinque i membri dell’equipaggio si resero conto della variazione.
– Tieni d’occhio il carburante — disse il comandante all’ufficiale addetto alla strumentazione.
— Sì, signore. — L’ordine non era necessario, ma la prassi seguita nel corso di un’immersione fino al fondo di una fossa d’alto mare non cambiava mai. — Ce la facciamo. — Guardò un tubo contenente una colonnina di mercurio sempre più corta.
— Pressione 13,1 per cento, signore — annunciò il nostromo.

L.

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