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Le ricche bancarelle di questa Estate 2017 mi fanno trovare questo numero doppio della collana “Il Romanzo Giallo” (Garden Editoriale), all’epoca della direzione di Antonio Bellomi.
L’illustrazione di copertina è firmata da Fernandez.

La scheda di Uruk:

44. NUMERO DOPPIO [febbraio 1990]
Il segreto del passato (The Strange Countess, 1925) di Edgar Wallace – Traduzione di Noemi Fargion
Il ritorno del brigante (The Mixer, 1927) di Edgar Wallace – Traduzione di Chiara Faglia

Le trame:

IL SEGRETO DEL PASSATO
Lois aveva una macchia nel suo passato. Una macchia misteriosa di cui lei non era a conoscenza, ma che invece conosceva molto bene la sua datrice di lavoro. Ma di che segreto si trattava? Perché era stato custodito così gelosamente per più di vent’anni? E perché l’enigmatica contessa lo voleva tenere a tutti i costi nascosto alla propria segretaria? Intrighi, odio, amore, mistero… tutti gli ingredienti classici di Edgar Wallace si mescolano come in un cocktail al fulmicotone per portarci gradualmente verso la soluzione di un intrigante enigma.

IL RITORNO DEL BRIGANTE
Torna in questo romanzo la figura scanzonata di Antony Newton che i nostri lettori hanno già avuto modo di apprezzare con Il Brigante. In questa nuova serie di avventure Newton è impegnato a combattere la malavita londinese con l’aiuto del suo cameriere, Sandy, e del suo segretario, Farrell. Disonesti e imbroglioni tremano. Le belle ragazze nei guai trovano invece un paladino che le difenderà.
Come sempre, i personaggi di Edgar Wallace si muovono a passo veloce secondo le fila tirate dal grande maestro della suspense, fino alla conclusione finale… che sarà, come al solito, brillante e inaspettata.

Gli incipit:

IL SEGRETO DEL PASSATO
Lois Margeritta Reddle sedeva sul bordo del letto tenendo una pesante e robusta tazza di tè in una mano e una lettera nell’altra.
Il tè era troppo dolce, il pane era stato tagliato con tanta generosità quanta ne era stata risparmiata per spalmarci il burro, ma era così assorta nella lettura di quel foglio di carta che non badò all’inefficienza di Lizzy Smith come dispensiera.
Nell’intestazione della lettera c’era uno stemma dorato, e la carta era spessa e leggermente profumata.

IL RITORNO DEL BRIGANTE
Pony Nelson aveva avuto un colpo di fortuna, il migliore che avesse avuto da anni a questa parte, grazie al quale si era guadagnato una posizione di supremazia su tutti i suoi contemporanei. È una lunga storia, e ha poco a che vedere con i fatti che stiamo per raccontare, ma erano in ballo ben trentacinquemila sterline e Pony, re dei truffatori, il più grande baro di tutti i tempi, aveva fatto un ottimo lavoro. Il gruzzolo andava spartito, naturalmente, ma Pony aveva avuto un’ottima stagione e si poteva permettere di essere generoso con il resto della banda.
Aveva progettato di trascorrere un’estate nell’ozio, un giro in auto nell’Inghilterra occidentale, alcune settimane sul fiume ed era in trattative per una battuta di caccia in Scozia, quando Bradley, della Centrale di polizia, lo aveva avvertito che vi erano guai in vista e che l’infaticabile investigatore Sennet, il quale dedicava tutto il proprio tempo e la propria attenzione ai reati di cui Pony era specialista, gli stava alle costole, e che sarebbe bastata un’altra minima prova per gettare il signor Nelson dove i cani non lo avrebbero morso o dove i gatti non avrebbero disturbato i suoi sonni.

L.

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