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Le ricche bancarelle dell’Estate 2017 hanno fruttato questo vecchio numero della collana bimestrale “Il Giallo Mondadori Presenta” diretta da Stefano Magagnoli.
L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

La morte sotto chiave. I delitti della camera chiusa, a cura di Antonio Bellomi (Il Giallo Mondadori Presenta n. 8, giugno 1996)
Un colpo di fucile [Dr. Gideon Fell] (Till Death Do Us Part, 1944) di John Dickson Carr – Traduzione di Mauro Boncompagni
Un problema in alto mare (Problem at Sea, 1974) di Agatha Christie – Traduzione di Lidia Lax
Il mistero del salotto fantasma [Dr. Sam Hawthorne] (The Problem of the Phantom Parlor, da “EQMM”, giugno 1993) di Edward D. Hoch – Traduzione di Ilaria Viganò
Il mastro di posta (1996) di Franco Giambalvo
Delitto in una stanza inesistente [Colonnello March] (The Crime in Nobody’s Room, da “The Strand”, giugno 1938) di Carter Dickson (John Dickson Carr) – Traduzione di Mauro Boncompagni
La maledizione dei Darnaway [Padre Brown] (The Doom of the Darnaways, da “Nash’s Pall Mall Magazine”, giugno 1925) di Gilbert Keith Chesterton – Traduzione di Giusi Riverso

La trama:

Una stanza chiusa. Un morto. Un delitto impossibile. Sono gli elementi più classici della narrativa gialla sui quali si sono cimentati decine di autori in una ingegnosa sfida intellettuale tra loro e il lettore.
Nel romanzo Un colpo di fucile, che apre questa antologia, Gideon Fell, il celebre investigatore di John Dickson Carr, ha un enigma apparentemente impossibile da risolvere: il caso di un uomo, il criminologo Harvey Gilman, trovato morto avvelenato con l’acido prussico in una stanza perfettamente chiusa. Tutti gli indizi puntano contro la bella Leslie Grant dal torbido passato… o forse è anche lei solo una vittima e c’è chi trama nell’ombra per incolparla?
Dopo il maestro dei crimini impossibili, ecco la regina del brivido, Agatha Christie, con un delitto commesso nella cabina di urla nave e poi ancora G.K. Chesterton col suo pretino, Padre Brown, alle prese con una maledizione familiare in un maniero inglese; Carter Dickson ed Edward D. Hoch alla disperata ricerca di stanze che non esistono e l’italiano Franco Giambalvo che ci mostra come nell’era dei computer, dei codici di sicurezza e degli hacker si possa rinnovare il tema del delitto della camera chiusa con un risvolto del tutto inedito e originale.

L’incipit della Presentazione di Antonio Bellomi:

Tra i misteri che sono passati nel repertorio classico del giallo, quello che forse più ha attirato gli scrittori ed entusiasmato i lettori di ogni epoca è stato l’enigma del delitto della camera chiusa e in subordine l’affine enigma del crimine impossibile.
Il perché non è difficile da intuire. Se il giallo costituisce nella sua essenza una sottile sfida intellettuale, innanzi tutto per lo scrittore che deve escogitare un meccanismo ingegnoso, poi per il lettore che deve intuirlo e metterlo a nudo prima che lo faccia lo scrittore stesso, solitamente nelle ultime pagine dell’opera, quale sfida è più irresistibile e masochisticamente avvincente del delitto “che non poteva essere”?
Che l’argomento abbia sempre attratto irresistibilmente scrittori e lettori lo si deduce dalla mole veramente impressionante di opere scritte su di esso. Pur tralasciando tutta la narrativa “gotica” precedente alla metà del diciannovesimo secolo, il colossale volume di Robert Adey, intitolato Locked Room Murders, e contenente l’elenco di tutti i romanzi e racconti imperniati sul tema del delitto impossibile, arriva a contarne ben 2019… e si tratta solo di opere apparse in lingua inglese o tradotte in inglese da altre lingue. Un numero giustamente impressionante.
Il primo mistero della camera chiusa si fa risalire in genere a quella che è considerata anche la prima storia gialla in assoluto: I delitti della Via Morgue, di Edgar Allan Poe, pubblicato nell’aprile 1841 sulla “Graham’s Magazine” di Philadelphia. Ma in realtà già J. Sheridan Le Fanu nel 1838 aveva pubblicato anonimamente sulla “Dublin University Magazine” un racconto dal titolo A Passage in the Secret History of an Irish Countess, imperniato proprio su un delitto della camera chiusa.
Da allora i delitti si sono vistosamente moltiplicati con grande soddisfazione dei lettori che hanno sempre mostrato di gradire la sottile sfida intellettuale che l’autore di turno proponeva.

L.

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