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Grazie alle prolifiche bancarelle di questa Estate 2017 ho trovato questo splendido titolo d’annata de “Il Giallo Mondadori“, nell’epoca di Laura Grimaldi.

Da questo romanzo è stato tratto il film televisivo Spenser: Pale Kings and Princes (1994) di Vic Sarin, con il consueto Robert Urich nel ruolo protagonista.

L’illustrazione di copertina è firmata da Manuel Prieto.

La scheda di Uruk:

2058. Pallidi re e principi [Spenser 14] (Pale Kings and Princes, 1987) di Robert B. Parker [10 luglio 1988] Traduzione di Stefano Galli
Inoltre contiene:
Intervista a Julian Semionov, di Lia Volpatti
Inoltre contiene il racconto:
Tale padre tale figlio (Like Father, Like Son, da “EQMM“, giugno 1980) di Charles R. McConnell

La trama:

Garrett Kingsley, direttore di un quotidiano di provincia, incarica Spenser di indagare sulla morte del giornalista Eric Valdez, avvenuta nella città di Wheaton dove stava raccogliendo informazioni su un traffico di cocaina. La polizia di Wheaton sostiene che Valdez, noto donnaiolo, è stato ucciso da un marito geloso. Ma Spenser non ci crede. Arrivato a Wheaton si trova davanti un muro di ostile silenzio, e una sera, in una strada solitaria, viene aggredito. Finalmente, una assistente sociale di origine colombiana, Juanita Olmo, fornisce a Spenser una prima traccia. Secondo Juanita, Valdez era l’amante della moglie di un facoltoso grossista e, sempre secondo lei, l’assassino è il capo della polizia di Wheaton, Bailey Rogers. Ma dopo alcuni giorni anche Rogers cade vittima di ignoti assassini. E non finisce qui… Un caso veramente scottante per l’eroe di Parker che ancora una volta convince e coinvolge in una avventura senza fiato.

L’incipit:

Spenser (Robert Urich)

La luce del sole, fioca in quella breve giornata di dicembre, penetrò nell’ufficio di Garret Kingsley attraverso la vetrata rivolta a ovest; una chiazza oblunga, di un giallo chiaro, comparve sul tappeto persiano che copriva buona parte del pavimento, ma ben presto svanì.
— Eric Valdez era un buon reporter — stava dicendo Kingsley — e un bravo ragazzo. Ma se anche non fosse stato né l’uno né l’altro, non meritava certo di finire ammazzato.
— Pochi lo meritano — osservai.
— I suoi assassini lo meritano — ribatté Kingsley.
— Dipende dal motivo per cui l’hanno ucciso.
— L’hanno ucciso per tenere nascosto il più grosso traffico di cocaina di tutto l’Est.
Kingsley era robusto e piccoletto, con i capelli un po’ lunghi e i folti baffi grigi non troppo curati. Portava una camicia di lana a scacchi verdi e neri, e un giubbotto di pelle. Teneva gli occhiali appoggiati a metà del naso, in modo da poter guardare l’interlocutore al di sopra delle lenti. Sembrava un benestante “farmer” di mezza età; in realtà era il proprietario del terzo quotidiano dello stato, ed era più ricco di Yoko Ono.

L’autore:

Nato il 17 settembre 1932 a Springfield, Massachusetts, Robert B. Parker frequenta il Colby College a Waterville nel Maine, si laurea in lettere nel 1954, entra nell’esercito e partecipa alla guerra di Corea fino al 1956. Congedato, lavora prima in una compagnia di assicurazioni, poi in un’agenzia di pubblicità. Dal 1963 intraprende la carriera universitaria alla Northeastern di Boston. La tesi di dottorato The Violent Hero, Wilderness Heritage and Urban Reality: A Study of the Private Eye in the Novels of Dashiell Hammett, Raymond Chandler and Ross Macdonald gli apre la porta del poliziesco. «Philip Marlowe mi mancava così tanto che ho pensato di crearne uno…» confessa. Nasce così il detective privato Spenser, nome di un poeta elisabettiano come d’altra parte lo era Marlowe. Spenser è un investigatore che lavora a Boston e dintorni, dedito allo jogging e al sollevamento di pesi. È legato sentimentalmente a Susan Silverman. Gli piace la birra Amstel e ama prepararsi gustosi manicaretti. I buongustai però non gli perdonano il grave difetto di bere vino rosso ghiacciato! «… sapevo che i conoscitori di vini mi consideravano un barbaro, ma avevo ormai preso questa abitudine e mi piaceva il vino rosso fresco…» (God Save the Child).
Parker ha vinto il premio Edgar per il miglior romanzo dell’anno nel 1976 con Promised Land.

L.

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