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La famigerata RBA Italia porta in edicola in questi giorni “I Grandi Filosofi“: per maggiori (poche) informazioni rimando al sito ufficiale.

La scheda di Uruk:

1. Nietzsche [agosto 2017]
Saggio introduttivo, di Germán Cano
La nascita della tragedia (Die Geburt der Tragödie aus dem Geiste der Musik, 1872) Traduzione di Susanna Mati [Feltrinelli 2015]
Il viandante e la sua ombra (Der Wanderer und sein Schatten, 1880) Traduzione di Mirella Ulivieri [Newton Compton 1990]
La gaia scienza (Die fröhliche Wissenschaft, 1882) Traduzione di Sossio Giametta [Rizzoli 2000]

Dalla quarta di copertina:

Siamo ormai nel XXI secolo e la figura di Friedrich Nietzsche (1844-1900) continua a interrogarci in modo quanto meno inquietante. La filosofia contemporanea è tutt’oggi costretta a fare i conti con quel suo messaggio spigoloso e radicale, scontroso e inafferrabile, con la sua critica feroce ai capisaldi metafisici della cultura occidentale. La riflessione di Nietzsche inaugura un’ardua opera di demolizione di tutto quel fardello di imperativi consegnato al mondo dal cristianesimo e dal suo antenato diretto, che il filosofo identificava nel platonismo o più semplicemente nella morale. Collocato, come disse lui stesso, «nella contraddizione tra l’oggi e il domani», Nietzsche – autore noto con l’etichetta di “critico della morale” — si propone ai posteri in una duplice forma: quale epilogo tardivo della tradizione occidentale e al tempo stesso quale figlio prematuro di un futuro ancora da costruire. Si capisce allora perché la sua opera sia stata oggetto di suggestive interpretazioni esegetiche, ma anche di grandi malintesi.

L’incipit del saggio introduttivo:

Siamo ormai nel XXI secolo e questa «rusticità» di Friedrich Nietzsche cui alludeva Michel Foucault continua a perseguitarci in modo quanto meno inquietante. La filosofia contemporanea è tutt’oggi costretta a fare i conti con quel suo messaggio spigoloso e radicale, con la sua critica feroce ai fondamenti metafisici della cultura occidentale. La riflessione di Nietzsche inaugura un’ardua opera di demolizione di tutto quel fardello di imperativi consegnato al mondo dal cristianesimo e dal suo antenato diretto, che il filosofo identifica nel platonismo o più semplicemente nella morale.

L.

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