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Segnalatomi da Gianni Lègge, presento la tetralogia di un commissario tutto italiano.

La scheda di Uruk:

Le inchieste del commissario Esposito, di Giuseppe Noferi [febbraio 1985]

Dalla quarta di copertina:

Le inchieste del Commissario Esposito rappresentano un nuovo filone di narrativa gialla, nel quale la poesia del paesaggio come pure l’indagine psicologica approfondita dei personaggi, fanno circolare un “aria” nuova, senza per questo niente togliere al ritmo serrato e avvincente della narrazione. Tutte le storie sono imperniate sulla figura di un commissario della sezione omicidi della Mobile fiorentina, coadiuvato dal fedele brigadiere Lucarelli. Due personaggi, questi, che si integrano perfettamente nello svolgimento delle indagini più complesse, ben caratterizzati nei loro aspetti umani e psicologici. Il commissario Esposito, trasandato e apparentemente timido, con una passione per la musica classica e la poesia, che coltiva nel suo appartamento di scapolo impenitente e che gli affiorano nella memoria, sollecitate, dalle più diverse occasioni. Acuto e paziente nelle indagini, sembra possedere una specie di “radar” che lo guida verso la soluzione dei casi. In netta contrapposizione la spigliatezza e l’eleganza del brigadiere, dotato del buonsenso della gente toscana e totalmente fiducioso nell’abilità del suo “capo”. Firenze e la campagna circostante fanno da sfondo ai problemi, apparentemente insolubili, che Esposito e il suo braccio destro riescono invece a risolvere brillantemente.

L’incipit:

L’intervento di colecistectomia sul paziente n. 35 stava ormai per concludersi.
Il professor Santucci, direttore della Clinica, con movimenti rapidi suturava la parete muscolare con punti staccati.
Il silenzio era interrotto solo dal rumore metallico del passafili che si chiudeva sull’ago che Suor Cecilia, in funzione di ferrista, preparava e porgeva al professore e dai passi felpati dell’infermiere Bartoli che andava raccogliendo qualche garza caduta per terra.
Eppure la situazione era carica di tensione. Tutto era cominciato con l’arrivo del professor Santucci in sala operatoria.
Il dottor Aldobrandini, 1° assistente in funzione di aiuto, aveva notato immediatamente che qualcosa non andava. Invece del solito cordiale saluto, il professore si era limitato a un brusco buongiorno e aveva immediatamente rimbrottato il dottor Ludovisi, da poche settimane in qualità di 2° assistente, e di solito benevolmente e paternamente corretto dal professore. «Bravo Ludovisi! Facciamo dei progressi! Non sa neppure stendere il telo per preparare il campo operatorio. Complimenti!»

L’autore:

Giuseppe Noferi è nato a Figline Valdarno. Vive a Firenze esercitando la professione medica, quale Primario di una Divisione di Medicina Generale. Negli anni sessanta ha scritto diversi «gialli» che sono stati rappresentati in teatro (Teatro delle Muse, a Roma, 1959) e trasmessi alla radio sia italiana che svizzera.

L.

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