Tag

, ,

Dalle bancarelle pesco questo vecchio numero di “Segretissimo” (Mondadori) della gestione di Laura Grimaldi.
L’illustrazione di copertina è firmata come sempre da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

825. Alleluja, Michael (Soft in the Middle, 1972) di Mike Storey [20 settembre 1979] Traduzione di Andrea Ferrari

La trama:

La ragazza si chiama Phil, è ventenne, appetitosa e disponibile, e si fa trovare nel bagno. Per uno scrittore pieno di fantasia come Dove il messaggio è chiaro; la carne è debole e tanto vale approfittarne. Come se non bastasse, la ragazza è anche previdente: ha sottratto un segreto vendibile per qualcosa come un milione di sterline. E, in un vorticare di personaggi come un’affascinante strangolatrice, un paio di spietati sicari, qualche assassino su commissione e un pugno di esperti in torture, la vicenda corre via ritmata e asciutta, ironica e drammatica.

L’incipit:

I corpi di un giovanotto e di una ragazza di diciassette anni giacevano sotto il lenzuolo macchiato di sangue. Erano entrambi nudi. Sarebbero potuti essere i resti di un patto suicida, la cui ultima intimità era stata pietosamente celata al perito settore, con i suoi strumenti e le dita di gomma. Questa morbosa ipotesi si sarebbe accordata all’ora – non mancava molto all’alba – ma sarebbe stata errata; smentita, come il silenzio della stanza, dal gentile ansito di un respiro.
Michael Dove dormiva dalla mezzanotte e un quarto, sdraiato sullo stomaco, la mano sinistra posata a coppa sul telefono, che era stato spinto contro lo sportello del comodino per tenerlo chiuso. Aveva la schiena e le spalle graffiate; un sottile filo di sangue gli era colato lungo gli scuri peli dell’avambraccio fino a coagularsi contro la cassa d’acciaio dell’orologio da polso. Nel momento in cui il telefono cominciò a squillare, i numeri luminosi che rilucevano intorno al nero quadrante dell’orologio indicavano le tre antimeridiane esatte.
Le tre, e uno, e due minuti: Michael Dove si svegliò lentamente, i sensi che ritornavano confusi, come superstiti da un campo di battaglia. La sua prima impressione fu piacevole: il profumo della ragazza nei cui capelli aveva affondato il naso e la bocca. Ma quasi subito l’amaro e impastato sapore della lingua gli si gonfiò in bocca, legandogli i denti. Fece una smorfia; la guancia non rasata raschiò sul cuscino, un angolo del quale gli si infilò in un occhio. Solo allora, finalmente, udì lo squillare che lo aveva riportato a quella confusa coscienza. Michael mugolò.

L.

– Ultimi post simili: