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Trovata su bancarella una nuova novelization della collana “Pandora” (Sperling & Kupfer).

La scheda di Uruk:

733. L’uomo ombra (The Shadow, 1994) di James Luceno [febbraio 1995] Traduzione di Alfredo Guaraldo
– dalla sceneggiatura di David Koepp, ispirata ai romanzi di Walter B. Gibson, per il film omonimo di Russell Mulcahy, con Alec Baldwin e John Lone

La trama:

Ambientato nell’America violenta e disperata della Grande Depressione, nella cupa atmosfera di una New York notturna, popolata da bande di delinquenti e trafficanti di droga, un insolito e appassionante romanzo che ripropone l’enigmatica figura dell’Uomo ombra, The Shadow, l’eroe nato negli anni Trenta come personaggio radiofonico, di un famoso fumetto e di un fortunato ciclo di romanzi di Walter Gibson. Alto quasi due metri, avvolto dalla testa ai piedi da un nero mantello, l’inconfondibile cappello a larga tesa, occhi spietati e uno spigoloso profilo di falco, Lamont Cranston – questo è il suo nome – è il nemico dichiarato di tutti i malviventi che infestano la città. Ora si palesa loro con una risata agghiacciante, capace di spingerli a confessare i loro delitti, ora assumendo le personalità più imprevedibili: da spensierato dongiovanni capace di sedurre qualsiasi donna a crudele giustiziere dedito a seminare il panico tra i malvagi. Ma il suo avversario più temibile è Shiwan Khan, un mostruoso e corrotto individuo, personificazione del Male, che medita di estendere il suo potere sul mondo intero, e contro cui Lamont intraprende una tesissima e aspra lotta all’ultimo sangue. Lo aiuta nella sua impresa Margo Lane, una bellissima e misteriosa fanciulla dotata di una straordinaria sensibilità, che s’insinua con delicatezza nell’intrico della sua incerta identità, suscitando in lui, profondamente diviso tra il desiderio di abbandonarsi all’amore e la volontà di sventare per sempre il trionfo del Male sulla Terra, un lacerante conflitto interiore e tormentati attimi di smarrimento. Basato sulla sceneggiatura del film omonimo, interpretato da Alee Baldwin, John Lone e Penelope Ann Miller e distribuito in Italia dalla Penta, un testo dal ritmo trascinante, animato da una folla di personaggi vivissimi e scandito da un’altalena incessante di colpi di scena.

L’incipit dei Ringraziamenti:

Questo romanzo è tratto in massima parte dalla sceneggiatura di David Koepp, anche se qualche frase qua e là l’ho attinta dai quasi trecento romanzi sull’Uomo ombra scritti da Walter Gibson durante gli anni Trenta e Quaranta. Mi sono sforzato di non tradire nessuna delle mie due fonti.

L’incipit del romanzo:

Nelle fertili vallate fluviali che si stendono con le loro pendici terrazzate ai piedi del monte Kailasa nel Tibet occidentale, la stagione secca finisce ad aprile. All’approssimarsi della primavera, il tormentato paesaggio assume un aspetto sempre più secco e assetato, mentre i contadini cominciano i lavori di preparazione della semina. Per settimane, armati di scure e di machete, essi si accaniscono sulla fitta foresta che circonda il letto dei fiumi, ormai ridotti a striminziti ruscelli: gli alberi, rinsecchiti dalla prolungata siccità, cadono a centinaia, accatastandosi a terra come enormi fiammiferi. Una mattina, poi, un piccolo esercito di uomini armati di torce calerà dai villaggi sparsi lungo i versanti e appiccherà fuoco a quelle enormi cataste: lingue di fuoco alte decine di metri si leveranno rombando verso l’alto, e nel giro di poche ore una spessa coltre di fumo oscurerà il cielo sopra le valli. Ma quando il fuoco si estinguerà e il fumo sarà spazzato dal vento, i campi saranno ricoperti da un sottile strato di cenere, che rivitalizzerà il suolo e consentirà all’umidità di penetrare a fondo nella dura crosta di terra.

L’autore:

James Luceno si è cimentato come musicista, astrologo, scrittore e sceneggiatore. Quando non lavora ama viaggiare in Guatemala.

L.

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