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La Adelphi porta in libreria l’ultima antologia di Georges Simenon dedicata all’Agenzia O: Il Club delle Vecchie Signore e altri racconti.

La scheda di Uruk:

Il Club delle Vecchie Signore e altri racconti (2017) di Georges Simenon [settembre 2017] Traduzione di Leopoldo Carra
Il prigioniero di Lagny (Le prisionner de Lagny, da “Police-Roman”, 19 settembre 1941)
Il Club delle Vecchie Signore (Le Club des Vieilles Dames, da “Police-Roman”, 10 ottobre 1941)
Il dottor Beccamorti (Le docteur Tant-Pis, da “Police-Roman”, 31 ottobre 1941)
Il ricatto dell’Agenzia O (La chantage de l’Agence O, da “Police-Roman”, 28 novembre 1941)

La trama:

«Una vampata di caldo. E non è solo il caldo. Di punto in bianco Émile e Torrence sono entrati in un mondo così diverso che gli è salito il sangue alla testa. Il locale in cui si trovano è tutto tappezzato di morbide stoffe, ammobiliato unicamente, parrebbe, con divani profondi e soffici. Vi regna un profumo che ricorda quello dell’incenso, ma più tenue.
«Sul divano di fronte alla porta è sdraiata una figura che si potrebbe scambiare per una statuina. È davvero una donna? Non è piuttosto un’effigie di cera?
«È proprio una donna, una giovane giapponese completamente nuda, che fuma una sigaretta orientale e il cui sguardo indifferente sfiora appena Torrence e il suo collega. Su un altro divano, con indosso una sfarzosa vestaglia, la ragazza bruna che i due uomini hanno ammirato poco prima si trastulla con un gatto siamese».

L’incipit:

Il macinino dell’Agenzia O è rimasto sull’ultima strada carrozzabile – si fa per dire – a trecento metri da lì. Torrence, Émile e barbet, cioè l’organico maschile dell’Agenzia O al gran completo, hanno camminato annaspando in una specie di campo, poi il terreno è diventato molle e Barbet è sprofondato fino alla vita in una buca piena d’acqua.
Anziché lamentarsi, l’ex borseggiatore riciclatosi detective ha esclamato trionfalmente:
«Che le dicevo, capo! Siamo in una vecchia fabbrica di mattoni. Altri cinquanta metri e arriviamo sulle sponde della Marna…»
Sono le nove di sera. L’inverno volge al termine, ma il cielo rovescia diluvi d’acqua gelida. A memoria di giornalista non ha mai piovuto tanto, e ogni giorno i quotidiani pubblicano unaf oto dello “zuavo” del pont de l’Alma con l’acqua a metà coscia.
Cosa fanno sulla riva del fiume, al buio, i tre uomini dell’Agenzia O? La faccenda è seria, visto che tutti e tre, contrariamente alla prassi dell’ufficio, si sono stipati nella macchina di Torrence. E siccome è una macchina scoperta, piccolissima, con una carrozzeria alquanto dimessa, sembrava che avessero deciso di sistemarsi in tre dentro una vasca da bagno
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L.

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