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Questa Estate 2017 ricca di bancarelle mi ha fruttato un doppione che metto subito da parte: metti che riesca a trovare un altro appassionato di antologie italiane rarissime…
Quando alla guida delle collane Garden Editoriale, come “Giallo d’Epoca“, c’era Antonio Bellomi la qualità dei testi era sempre molto alta.

La scheda di Uruk:

2. Supplemento a “La Biblioteca Classica del Romanzo Giallo” n. 10 [novembre 1988]
L’agenzia immobiliare del signor Montmorency [Rupert e Basil Grant] (Singular Speculation of the House-Agent, da “Harper’s Weekly”, 11 giugno 1904) di Gilbert Keith Chesterton – Traduzione di Maria Grazia Bonfanti
La cosa dannata (The Damned Thing, da “Tales from New York Town Topics”, 7 dicembre 1893) di Ambrose Bierce – Traduzione di Maria Grazia Bonfanti
Il giudice Harbottle [Dottor Hesselius] (Mr. Justice Harbottle, dall’antologia “In a Glass Darkly”, 1872) di Joseph Sheridan Le Fanu – Traduzione di Maria Grazia Bonfanti
Il compartecipe segreto (The Secret Sharer, da “Harper’s”, agosto-settembre 1910) di Joseph Conrad – Traduzione di Maria Grazia Bonfanti
Ospiti dall’isola di Gibbet (Guests From Gibbet Island, dall’antologia “Chronicles of Wolfert’s Roost and Other Papers”, 1855) di Washington Irving – Traduzione di Maria Grazia Bonfanti
Il segnalatore (No. 1 Branch Line: The Signalman, da “All the Year Round”, Natale 1866) di Charles Dickens – Traduzione di Maria Grazia Bonfanti
Kennedy, l’imbroglione [John G. Reeder] (Kennedy the Con Man, da “The Thriller”, 23 febbraio 1929) di Edgar Wallace – Traduzione di Roberta Rossi
L’enigma del nono dito [Hamilton Cleek] (The Riddle of the Ninth Finger, da “People’s Ideal Fiction Magazine”, ottobre 1910) di Thomas W. Hanshew – Traduzione di Noemi Fargion
La casa stregata (The Haunted and the Haunters, da “Blackwood’s”, agosto 1859) di Sir Edward Bulwer-Lytton (scritto erroneamente “Litton”) Traduzione di Roberta Rossi
Mortale immortale (The Mortal Immortal, da “The Keepsake for 1834”, dicembre 1833) di Mary Wollstonecraft Shelley – Traduzione di Noemi Fargion

La trama:

Secondo numero del Giallo d’Epoca, l’antologia periodica dedicata al meglio della narrativa poliziesca del passato. Anche questa volta troverete i grandi autori classici che hanno fatto la storia del giallo, alcuni dei quali possono essere considerati tra i padri fondatori di questo genere. Di Chesterton, potrete apprezzare lo splendido racconto dell’Agenzia immobiliare del signor Montmorency, appartenente all’appassionante ciclo di racconti del “Club dei mestieri stravaganti”, mentre Ambrose Bierce e Sheridan Le Fanu vi tormenteranno con due racconti inquietanti. DeH’immancabile Edgar Wallace, potrete leggere Kennedy, l’imbroglione, in cui si parla di una vecchia conoscenza dei lettori, cioè dell’ineffabile Mr. Reeder, l’investigatore che risolve i casi più difficili grazie alla sua “mente criminale”.
Tra gli altri racconti figurano autori che costituiranno un’autentica sorpresa, come per esempio Charles Dickens o Joseph Conrad.

L’incipit:

Il tenente Drummond Keith era un uomo che suscitava regolarmente una discussione che pareva un uragano ogni qualvolta usciva dalla stanza. Ciò derivava da tanti piccoli particolari che lo riguardavano. Era una persona dai capelli chiari, dall’andatura un po’ ciondolante, che indossava abiti ampi e dai colori solari con una preferenza per il bianco come se stesse ai tropici; era magro e gentile come una pantera e aveva degli occhi scurissimi e acuti.
Era molto povero e aveva assunto un tipico atteggiamento dei poveri a un livello così esagerato, da apparire come se fosse il più miserabile dei disoccupati. L’abitudine a cui mi riferisco era quella di cambiare di continuo l’alloggio. Esistono delle zone interne di Londra dove, nel cuore della civilizzazione artificiale, l’umanità è tornata a essere nomade come un tempo. Ma in quell’interno senza tregua non c’era un vagabondo cencioso più irrequieto dell’elegante ufficiale che si avvolgeva in abiti sciolti e bianchi. A giudicare da quel che raccontava doveva aver cacciato moltissimo ai suoi tempi, dalle pernici agli elefanti, ma i suoi conoscenti di estrazione sociale più bassa, erano del parere che la “luna” non raramente era stata fra le vittime del suo vittorioso fucile. La battuta è una di quelle sottili e suggerisce l’idea di una mistica e maliziosa caccia notturna.

L.

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