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La Newton Compton chiude il grande ciclo storico di Simon Scarrow: L’ultimo campo di battaglia.

La scheda di Uruk:

774. L’ultimo campo di battaglia [Revolution Saga 4] (The Fields of Death, 2010) di Simon Scarrow [28 settembre 2017] Traduzione di Mariachiara Eredia e Roberto Lanzi

La trama:

1815. Da una parte Napoleone, dall’altra il duca di Wellington. Entrambi hanno lasciato il segno come comandanti militari e sono divenuti degli eroi agli occhi dei popoli di due nazioni potenti ed estese come Francia e Inghilterra. Le loro vite per oltre due decenni sono corse in parallelo, simili ma distanti, le imprese vittoriose in terre straniere si sono succedute una dopo l’altra. Bonaparte però è in crisi. Il suo progetto di conquista sta naufragando e gli avversari si coalizzano sempre più spesso contro di lui. Tuttavia l’imperatore è ancora convinto che la sua Grande Armata sia l’esercito più forte in Europa. Il duca di Wellington sa che lo scontro decisivo non può essere più rimandato e può contare sull’ampio contributo degli alleati. Dopo diverse giornate di preparazione degli eserciti, arriva la data fatidica del 18 giugno. I due mitici condottieri si scontrano a Waterloo, in una battaglia che sarà ricordata per sempre nei libri di storia.

L’incipit:

Le difese della cittadina boema di Ratisbona erano davvero formidabili, ammise Napoleone mentre puntava il cannocchiale sui fossati e le vecchie mura di fronte a sé. Battuto in ritirata, l’esercito austriaco aveva tirato su in fretta altri terrapieni per rinforzare le difese già esistenti, e si riuscivano a distinguere le bocche dei cannoni nelle feritoie di ciascuna ridotta, mentre altri cannoni erano stati posizionati sulle torri grosse e tozze della città vecchia. Qua e là le sagome dei nemici, con le loro uniformi bianche, scrutavano l’armata francese in avvicinamento. Al di là delle mura i tetti spioventi e le guglie delle chiese erano appena visibili fra gli ultimi strascichi della foschia del primo mattino che si era sollevata dal Danubio. Dalla sponda opposta del fiume, Napoleone riusciva a intravedere solo i deboli pennacchi di fumo che si innalzavano dal campo degli austriaci sull’altra riva.
Napoleone si accigliò mentre abbassava il cannocchiale e lo richiudeva con uno scatto; la trappola che aveva teso all’arciduca Carlo e ai suoi uomini era stata un fiasco. Soltanto pochi giorni prima Ratisbona era stata nelle mani dei francesi, e il nemico, bloccato dal fiume, era finito con le spalle al muro; ma il comandante della guarnigione si era arreso dopo una breve resistenza, lasciando intatto il ponte sul Danubio. Allora gli austriaci l’avevano attraversato raggiungendo la sponda settentrionale lasciandosi alle spalle abbastanza uomini per resistere agli inseguitori. L’arciduca Carlo l’aveva sorpreso, rifletté Napoleone. Era convinto che gli austriaci si sarebbero ritirati verso Vienna per proteggere le linee di rifornimento e la capitale, invece il generale nemico aveva attraversato il fiume fino in Boemia lasciando libera la strada per Vienna. Ma Napoleone si rendeva conto che non era tutto così semplice. Se avesse condotto l’esercito verso Vienna, sarebbe stato come invitare gli austriaci ad attaccare le sue linee di rifornimento. Forse era un rischio inevitabile.

L’autore:

Simon Scarrow è autore di diversi romanzi storici. Il suo amore per la storia è nato dalla magia legata al vivere e lavorare vicino al Vallo di Adriano e a quello di Antonino, siti che riportano indietro di millenni. Con la Newton Compton ha pubblicato i romanzi Il legionario e Gli invasori dell’impero. Per saperne di più, ecco il suo sito ufficiale.

L.

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