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Trovato su bancarella questa chicca d’annata, della collana “Suspense!” (Longanesi) di Tiziano Maria Barbieri.

La scheda di Uruk:

19. Morire d’amore (The Long Saturday Night, o Finally, Sunday!, 1962) di Charles Williams [20 dicembre 1962] Traduzione di Adele Cortese Rossi
* [da questo romanzo il film “Finalmente domenica!” (Vivement dimanche!, 1983) di François Truffaut, con Fanny Ardant e Jean-Louis Trintignant]

L’incipit:

Era il cinque gennaio. Quella mattina ero andato a caccia e arrivai all’ufficio poco dopo le tredici.
La strada principale di Clebourne e il centro degli affari sono lunghi circa un chilometro. La
Warren Realty si trova nel secondo gruppo della parte ovest, col caffè J.C. Penney da un lato e il caffè Fuller dall’altro e, a parte che è mia, somiglia a una qualsiasi agenzia immobiliare di qualsiasi piccola città. Un’ampia finestra, due scrittoi eternamente ingombri di carte e, quale punto di riferimento per il midollo del sistema nervoso umano, un altro scrittoio con macchina da scrivere, diversi telefoni, un sigillo notarile e una ragazza che sa dove trovare tutto. La ragazza in questione è Barbara Ryan, se si può chiamare ragazza una divorziata trentenne. Ha i capelli color rosso mogano, sempre leggermente scarmigliati, una grande bocca in un viso piuttosto sottile, degli occhi freddi azzurri e un’aria di cinismo di buona lega, come se le piacesse ancora l’umanità pur non avendo più grandi illusioni; quando entrai era sola in ufficio, parlava ad uno dei telefoni.
«Un momento, prego. Ecco il signor Warren.» Poi aggiunse: «È un’interurbana».
Probabilmente era Frances che chiamava per dire che stava tornando a casa. Avevo tentato due volte, la sera innanzi, di telefonarle ma non era rientrata all’albergo.
«Grazie », dissi, «parlerò dall’interno.»

L.

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