Numero d’annata della collana “Il Cerchio Rosso” della romana Editrice Ma-Ga, diretta da Pasquale Canu: da non confondersi con la mondadoriana CerchioRosso, senza l’articolo.

La scheda di Uruk:

21. Troppi cadaveri, di Roy Mc Person [data assente] Traduzione di R. Toro
Inoltre contiene:
Le due facce di fango, di Jeff Kristopher (continuazione)

La trama:

Una tranquilla città di provincia, un giornalista col proprio lavoro…, improvvisamente tutto esplode in una situazione drammatica. Si trovano cadaveri, si spara per le strade, donne misteriose appaiono e scompaiono. Chester Orlandi, il giornalista, si trova a girare braccato dalla polizia, e non sa come difendersi dalle donne troppo belle e troppo compiacenti. C’è un finale a girandola al quale Roy Mc Person vi conduce attraverso una serie di situazioni mozzafiato che fanno di questa giallista, per la prima volta tradotta in Italia, una delle firme più qualificate in questo genere letterario.

L’incipit:

Chester si svegliò con la bocca amara, ma questa era diventata una cosa normale per lui, negli ultimi tempi. Stese meccanicamente un braccio a cercare la bottiglia di whisky sul comodino. Era vuota. Con un sospiro si ricordò di averla vuotata prima di addormentarsi. La scaraventò per terra, poi si alzò brontolando. Non degnando di uno sguardo il caos che regnava nella stanza, si affacciò alla finestra. Era giorno, ma chi sa che ora era. Non ne aveva la più pallida idea, e non gliene fregava niente di saperlo.
Andò a guardare sotto la porta, un fascio di lettere, tutti conti da pagare, li allontanò con una pedata. Prese la bottiglia del latte, era vuota, un biglietto dentro avvertiva che il lattaio era stufo di fargli credito, se voleva ancora il latte, doveva passare a regolare il conto.
Richiuse la porta con un calcio, poi si diresse al telefono e fece un numero.
— Bene, Joe, accetto — disse. Stette ad’ ascoltare un momento e si segnò un indirizzo sul notes.
— D’accordo, ci sarò.
Posò il ricevitore e si sdraiò di nuovo sul letto, in preda ai pensieri più neri. Fino a due mesi prima, o poco più, lui era stato un uomo normale, aveva fatto la guerra, appena smobilitato aveva subito cominciato a fare pratica come cronista in un piccolo giornale. Poi piano piano era passato a lavori più importanti, fino ad ottenere, un paio d’anni addietro, una rubrica tutta sua sul quotidiano più importante di Harrisburg, il «New Chronicle».
Per parecchio tempo aveva vissuto come tutti, soddisfatto del suo lavoro, lavorando nelle ore libere ad un romanzo, andando a bere con gli amici, o a fare bisboccia con una ragazza.
Era stato un puro caso che fosse venuto a sapere di una bisca clandestina, e gli era sembrato un bel colpo provocare l’irruzione della polizia, con l’arresto di parecchie persone. Ricordava perfettamente il senso di legittima fierezza che lo gonfiava la mattina dopo, mentre guardava una copia del suo articolo ancora umida di stampa.

L.

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