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Numero de “Il Giallo Mondadori” dell’epoca della direzione di Stefano Magagnoli.

L’illustrazione di copertina è firmata da Prieto Muriana (Agenzia Norma).

La scheda di Uruk:

2460. Rosso su nero (1996) di Massimo Felisatti [24 marzo 1996]

La trama:

Tutto nasce da una corsa di cavalli truccata. O così sembra. Andro Campitelli, fantino di provata reputazione, viene ucciso brutalmente dopo aver perso una corsa nella quale era il favorito. Ma il fantino era anche un uomo di fiducia di Mara Pallavicini, una donna stupenda dai capelli rosso fuoco che ha sposato il potente principe Pallavicini e che è implicata in diverse attività, forse non tutte così trasparenti come sembra. Una società gestita dalla principessa importa ballerine dal Mali per poi utilizzarle in spettacoli televisivi. O c’è forse qualcosa di più losco? Il commissario Marino, della Omicidi di Roma, indaga sul delitto del fantino, ma la sua mente è dominata dall’immagine fascinosa e conturbante della principessa. E quando Mara Pallavicini sparisce in un oscuro villaggio del Mali, il commissario intuisce che la chiave del mistero si nasconde in Africa. Ma non immagina neanche lontanamente quali pericoli dovrà affrontare per risolverlo.

L’incipit:

Il 12 di marzo, proprio a due passi dal Vaticano, in una piazzetta di Borgo Pio che oggi pare un immenso deposito di sfasciacarrozze, ci sono tante macchine ammucchiate per ogni dove, in seconda, in terza fila, quasi accatastate l’una sull’altra, che se vuoi passarci a piedi devi scavalcarle: figuriamoci se ci abiti e devi raggiungere la porta di casa o hai urgenza di andare in qualche bottega (perché nel borghetto, incredibilmente, alcuni artigiani resistono ancora). Su quella piazzetta un bar, per difendersi da un simile assedio, aveva piazzato un paio di tavolini su pochi centimetri di marciapiedi, e un artigiano si ingegnava a mantenere l’accesso alla propria bottega sia agitando i pugni e urlando inviti alla sodomia, sia piazzandoci davanti un furgoncino… In- somma, in una delle zone più belle e invivibili di Roma, il tardo pomeriggio di quel giorno, due tizi in moto, col casco luccicante che gli nascondeva la faccia, arrivarono gimcanando sulla piazza, si fermarono un attimo e quello dietro sparò con una mitraglietta alcune raffiche contro il bar davanti al quale sostavano due o tre persone. Rimase ucciso un pensionato del tutto estraneo ai problemi della sparatoria; il garzone del bar fu ferito leggermente, mentre Roberto (Bob) Fiore, trent’anni, considerato un boss del gioco clandestino, restò colpito alla spina dorsale: si salvò, ma tutto il resto della sua vita dovrà passarlo su una sedia a rotelle.
Il 24 di marzo, sempre al Borgo, a poca distanza dal luogo del primo attentato, i killer non mancarono il fratello di Bob, Benedetto soprannominato il Pascià: sul portone di casa della sua donna gli sparano a bruciapelo sette colpi, di cui due alla nuca.
Con l’eliminazione dei due fratelli Fiore, spiegò il commissario Antonio Masè, di fatto venne spazzata via una delle bande storiche del giro delle bische e delle scommesse clandestine.

L’autore:

Massimo Felisatti è nato nel 1932 a Ferrara. Laureato in lettere, ha svolto attività politica e di giornalista. Saggista e autore di lavori teatrali, ha vinto tre volte il premio Cattolica con i suoi romanzi gialli. Come sceneggiatore ha firmato, per la televisione, le due serie di Qui Squadra Mobile, primi serial polizieschi di ambientazione italiana, oltre a diversi romanzi moderni tra cui Il garofano rosso di Vittorini e L’Andreana di Marino Moretti.

L.

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