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Continua l’opera di ritraduzione del ciclo di James Bond 007 a cura della Adelphi: ecco dunque la terza versione italiana di un grande classico.
Ricordo che per sapere tutto della vita letteraria italiana di James Bond c’è la sua Bondografia.

La scheda di Uruk:

Goldfinger (Goldfinger, 1959) di Ian Fleming [23 novembre 2017] Traduzione di Massimo Bocchiola

La trama:

Può essere che Ian Fleming, come spesso gli accadeva, abbia usato Goldfinger per regolare qualche conto, o sublimare alcuni desiderata. Di fatto la sconfitta, nell’estate del 1957, ai campionati semiprofessionistici del Berkshire Golf Club non gli era andata giù, e ancora meno gli stavano piacendo i progetti di Ernö Goldfinger, l’architetto che in tutta l’Inghilterra demoliva palazzi vittoriani, sostituendoli con discutibili edifici modernisti. Quanto alla sua attraente vicina di casa a Goldeneye, che sarebbe diventata sua amante, somigliava anche troppo a Miss Galore: solo che si chiamava Blanche Blackwell, mentre «Pussy» era il nome in codice di un’agente segreta conosciuta da Fleming durante la guerra. Serviva altro, per scrivere il romanzo fino ad allora più complesso della serie, e da allora in poi forse il più celebre? Be’, sì, serviva la storia, a dir poco rocambolesca, del «più grande colpo di ogni tempo». Parola di Auric Goldfinger.

L’incipit:

[Come sempre la Adelphi non è interessata a pubblicizzare queste uscite quindi non è possibile avere alcuna anteprima del libro]

L.

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