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Mi è venuta un’idea strana che mi piace seguire: da oggi, e per tutto dicembre, presenterò solo romanzi di Natale!
Ogni genere, ogni autore, ogni nazionalità troverà spazio: non esitate a segnalarmi titoli, che vi ringrazierò nei relativi post.

La scheda di Uruk:

Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi (2011) di Maurizio de Giovanni [ottobre 2011]

La trama:

Natale 1931. Mentre la città si prepara alla prima di Natale in casa Cupiello, dietro l’immagine di ordine e felicità imposta dal regime fascista infieriscono povertà e disperazione. In un ricco appartamento vicino la spiaggia di Mergellina sono rinvenuti i cadaveri di un funzionario della Milizia, Emanuele Garofalo, e di sua moglie Costanza.
La donna è stata sgozzata con un solo colpo di lama, quasi sull’ingresso, mentre l’uomo è stato trafitto nel letto con oltre 60 coltellate.
Colpi inferti con forza diversa: gli assassini potrebbero essere più d’uno. La figlia piccola si è salvata perché era a scuola. La statuina di san Giuseppe, patrono dei lavoratori, giace infranta a terra. Sulla scena del delitto, Ricciardi, che ha l’amaro dono di vedere e sentire i morti ammazzati, ascolta le oscure ultime frasi della coppia, che non gli dicono granché. Il commissario dovrà girare a lungo, e sempre più in corsa contro il tempo, per le strade di Napoli per arrivare alla verità.
In compagnia del fidato, ma non privo di ombre, brigadiere Raffaele Maione, che in questo romanzo conquista un deciso ruolo di comprimario. E insidiato nella sua solitudine da una altrettanto inaspettata rivalità tra due giovani donne che più diverse non si potrebbe. Tra le casupole dei pescatori immiseriti e gli ambienti all’avanguardia della Milizia fascista, una città sempre più doppia e in conflitto avvolge Ricciardi e Maione in spire sempre più strette.
Fino allo scioglimento, in una magnifica lunga sequenza ricolma di voci, sapori, odori.
E sangue.

L’incipit:

Il brigadiere Raffaele Maione, camminando nel freddo, si chiese per l’ennesima volta chi potesse aver voglia di uccidere qualcuno quando mancava una settimana al Natale.
Non che si dovesse aver mai voglia di uccidere qualcuno, intendiamoci: l’omicidio è una follia, la cosa più terribile che possa fare un essere umano. Ma, pensava Maione, diventava ancora più terribile ora che i bambini non dormivano per l’attesa, ora che ci si salutava e ci si sorrideva per strada, ora che si pensava a cosa preparare per il pranzo della vigilia. Ora che i negozi erano addobbati a festa, ora che le chiese facevano a gara a chi esponeva il più bel presepe, ora che ogni incontro cominciava e finiva con gli auguri. Chi poteva aver voglia di uccidere, in momenti così?
Eppure, qualcuno c’era. E quindi eccomi qui, si disse il brigadiere, mentre arranco a piedi verso Mergellina, in questo vento gelido che mi penetra perfino nelle ossa, a rischio di farmi Natale a letto con un febbrone da cavallo.
Alle sue spalle le guardie Camarda e Cesarano, le facce affondate dietro i baveri dei cappotti, i berretti calati fin sulle orecchie rosse; nemmeno si prendevano in giro l’un l’altro come facevano di solito, evidentemente anche per le loro teste passavano gli stessi pensieri. Squadra mobile, si disse Maione. Mobile sui piedi, mobile con gli scarponi. Due automobili in dotazione alla questura, una perennemente in riparazione e l’altra per la rappresentanza del signor questore. E noi a farci nuovi calli, correndo avanti e indietro per la città.
Qualche passo davanti a lui, vedeva i capelli del commissario Ricciardi agitati dal vento. Come al solito senza cappello: come accidenti facesse a non prendersi qualche malanno, Dio solo lo sapeva.
Sopra l’orecchio destro distingueva una ferita violacea, un’area rasata e un paio di punti di sutura. Maione ricordò l’incidente in cui il superiore era rimasto coinvolto il giorno dei morti, quasi due mesi prima, e con un brivido ripensò al miracolo che c’era voluto perché ne uscisse vivo. La donna che guidava la macchina finita fuori strada era rimasta uccisa sul colpo, un salto di quindici metri, e lui solo quel graffio.
Camminando dietro il commissario nei vicoli di Chiaia, Maione ricordò l’uomo al risveglio, in ospedale; lui era seduto vicino al letto, determinato a vegliare tutta la notte, quando Ricciardi aveva aperto gli occhi all’improvviso.
Lo sguardo vigile, perfettamente cosciente: quegli inquietanti occhi verdi, trasparenti, in cui era impossibile leggere pensieri o stati d’animo, si erano fissati su di lui. Poi, con voce bassa e preoccupata: mi vedi? Mi vedi, Maione? Riesci a vedermi? E certo che vi vedo, commissa’, aveva risposto lui. Sto qua, vicino a voi, come faccio a non vedervi?
Il commissario aveva sospirato, poi si era accomodato di nuovo sul cuscino e si era assopito.
Se lo era ritrovato in questura sette giorni dopo, con una benda fissata alla meglio sulla ferita. Figurarsi se poteva starsene a letto per il mese che aveva detto il dottore. E ora camminava davanti a lui, diretto a Mergellina, da dove quella mattina era arrivata la chiamata. Maione si chiedeva che cosa passasse per quella testa.

L’autore:

Maurizio de Giovanni nasce nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Nel 2005 vince un concorso per giallisti esordienti con un racconto incentrato sulla figura del commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Il personaggio gli ispira un ciclo di romanzi, pubblicati da Einaudi Stile Libero, che comprende Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano miaVipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore e Anime di vetro. Nel 2012 esce per Mondadori Il metodo del Coccodrillo (Premio Scerbanenco), dove fa la sua comparsa l’ispettore Lojacono, ora fra i protagonisti della serie dei Bastardi di Pizzofalcone, ambientata nella Napoli contemporanea e pubblicata da Einaudi Stile Libero (nel 2013 è uscito il secondo romanzo della serie, Buio; nel 2014 il terzo, Gelo; nel 2015 il quarto, Cuccioli; nel 2016 il quinto, Pane e nel 2017 il sesto, Souvenir). Nel 2014, sempre per Einaudi Stile Libero, de Giovanni ha pubblicato anche l’antologia Giochi criminali (con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli). In questo libro appare per la prima volta il personaggio di Bianca Borgati, contessa Palmieri di Roccaspina, sviluppato in Anime di vetro. Nel 2015 è uscito per Rizzoli il romanzo Il resto della settimana.
Per Einaudi è uscito nel 2016 Il metodo del coccodrillo. Tutti i suoi libri sono tradotti o in corso di traduzione in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Russia, Danimarca e Stati Uniti. De Giovanni è anche autore di racconti a tema calcistico sulla squadra della sua città, della quale è visceralmente tifoso, e di opere teatrali.

L.

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