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Continua per tutto dicembre l’iniziativa di presentare solo romanzi di Natale!
Ogni genere, ogni autore, ogni nazionalità troverà spazio: non esitate a segnalarmi titoli, che vi ringrazierò nei relativi post.

La scheda di Uruk:


Natale sotto le stelle
(Christmas Under the Stars, 2016) di Sue Moorcroft [novembre 2017] Traduzione di Daniela Di Falco e Rosa Prencipe

La trama:

Meg e Mitch hanno realizzato il loro sogno. Stanno per sposarsi e vivono sulle cime innevate delle Montagne Rocciose canadesi, dove abita anche una coppia di amici, Tuck e Lucy. Meg e Lucy si comportano come due sorelle, mentre Tuck e Mitch sono riusciti a trasformare la loro passione per lo snowboard in una professione di successo. Tutto sembra andare per il verso giusto, finché un giorno una tempesta di neve improvvisa colpisce la zona portando con sé la tragedia. Mentre Mitch è fuori casa impegnato in una missione di salvataggio, Meg, rimasta sola nella sua baita, cerca disperatamente aiuto tramite una radio satellitare. Dopo vari tentativi, riesce a mettersi in contatto con una voce sconosciuta che giunge da molto lontano. La voce di qualcuno che può vedere ciò che lei non potrebbe neppure immaginare… E così, mentre i giorni passano e la neve inizia a sciogliersi, Meg è costretta ad aprire gli occhi sul proprio passato e sulle persone che la circondano, e si rende conto che quel sentimento di amicizia in cui riponeva tanta fiducia e che adesso dovrebbe sostenerla forse non era esattamente quello che lei pensava…

L’incipit:

Sabato 25 marzo 2017
Lucy tirò su i copriletto, spianò le pieghe e sprimacciò i guanciali. Le borse dell’acqua calda erano già sotto le lenzuola e il vapore del bagno caldo filtrava dalla porta appannando lo specchio sulla toletta. Gli ospiti sarebbero arrivati intirizziti dal freddo.
Fuori, il vento aveva ripreso a sibilare e le finestre sbatacchiavano nei telai. La tempesta stava acquistando decisamente forza, la pausa nella tormenta di quel pomeriggio era stata solo un breve intervallo, rapido come uno sguardo. I fiocchi candidi danzavano ormai in una coreografia frenetica, allacciandosi in un tango di folate violente e improvvise a formare una sfera turbinosa di neve.
Attraversò la stanza per tirare le tende e sbirciò la propria casa dall’altra parte del cortile. Da quella prospettiva “a quattro stelle” notò come fosse malridotto il piccolo bungalow – a parte i cassonetti parcheggiati lungo il muro esterno, la tinta bianca si stava lentamente annerendo sotto l’effetto della pioggia e della neve sciolta e presentava chiazze di muschio e di umido; la finestra della cucina era incrinata nell’angolo in basso (per il lancio di una scarpa, se ricordava bene); le fioriere ai lati della porta avevano un aspetto trascurato e deprimente, con una manciata di sterpi scheletrici che spuntava dalla neve a ricordo delle ortensie che aveva piantato l’estate precedente. Distolse lo sguardo, ripromettendosi di farle sistemare da Tuck non appena fosse finita la neve. Una mano di pittura, una corsa al vivaio, e la loro modesta casetta avrebbe assunto tutt’altro aspetto e dato un’impressione molto diversa.
Lì dentro, però, era tutto perfetto, come dovrebbe essere in un hotel (non era quello il loro scopo, dopotutto?), e dando un’ultima occhiata di controllo, indietreggiò nel corridoio lasciando che la porta si chiudesse con un leggero clic alle sue spalle. Sorrise a una coppia giapponese che usciva da una stanza più avanti. La numero 38 – lì il portasciugamani elettrico non funzionava bene.
«Salve, tutto bene? Avete bisogno di asciugamani puliti o altra acqua…?», domandò passando loro accanto, ma i due rifiutarono educatamente, forse più per il loro inglese limitato che per altro.
Percorse la moquette con passi rapidi e silenziosi e scese le scale di servizio fino alla cucina, dove trovò sua madre che vigilava su una pentola di minestra bollente. Il personale, che stava rientrando in quel momento per iniziare il proprio turno, non sarebbe rimasto così sbalordito di trovarla lì al lavoro con le maniche rimboccate nemmeno se fosse stata in calze e giarrettiera. Appena Lucy si avvicinò, Barbara alzò lo sguardo – aveva le guance arrossate per l’agitazione e gli occhi vivaci, ma nemmeno un capello fuori posto nel caschetto color platino. Non aveva mai i capelli in disordine. Nemmeno in una bufera. Nemmeno in un momento critico.
«Fatto tutto?», domandò.
«Tutto a posto», confermò Lucy.
«Bene». Barbara controllò l’orologio e si strofinò le mani, come faceva sempre quando era nervosa. «Dovrebbero essere qui da un momento all’altro…».

L’autrice:

Karen Swan ha iniziato la carriera di giornalista di moda, prima di rinunciare a tutto per prendersi cura dei suoi tre figli e realizzare il sogno di diventare una scrittrice. La casa in cui vive si affaccia sulle splendide scogliere del Sussex. Con la Newton Compton ha pubblicato i bestseller Un diamante da Tiffany (numero 1 nelle classifiche italiane), Un regalo perfettoShopping da Prada e appuntamento da TiffanyQuell’estate senza teNatale a Londra con amoreQuell’estate da Tiffany, Natale sotto la neve, Natale a Notting HillIl segreto di Parigi e Natale sotto le stelle. Per saperne di più visitate il sito karenswan.com

L.

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