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Numero de “Il Giallo Mondadori” dell’epoca della direzione di Alberto Tedeschi.

L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

852. Masters non ci vede chiaro (Blow Hot, Blow Cold, 1964) di Ellery Queen [30 maggio 1965] Traduzione di Mario Galli
Inoltre contiene i saggi:
[Il “Giallo” nello Sport] La pista d’oro, di Mario Minini
[Interviste Lampo] Quartetto Cetra, di Biri
[Ritratti del Sorriso] Coco, di Arnaldo Piero Carpi
Inoltre contiene il racconto:
La tragedia ha colpito ancora (#, da “EQMM“, # 1965) di Michael Gilbert

La trama:

Perché mai, si domanda il tenente Masters, Larry Connor e andato nel proprio studio, a togliersi la vita? Come mai, dopo aver ucciso la moglie, non si è ucciso lì, dov’era, a casa sua? L’assassino suicida, di solito, rivolge contro di sé lo stesso impulso distruttivo che lo ha spinto al delitto. Naturalmente, non esiste una regola fissa. I suicidi sono sempre ottenebrati, almeno temporaneamente, ognuno a suo modo, e si comportano nei modi più svariati, a seconda della loro particolare forma di follia. E forse, Larry Connor e fuggito dalla casa, dopo il delitto, senza una precisa intenzione… forse l’idea del suicidio gli e balenata e maturata nel cervello, soltanto dopo… Del resto, non e forse vero che numerosi indizi danno da pensare che Connor già da tempo meditasse il suicidio? Tutte domande puramente accademiche, ormai. Larry e lì, morto, per aver ingoiato una dose letale di cloralio. Eppure… eppure, il tenente Masters non ci vede chiaro. Un vero giallo, manca Ellery Queen.

L’incipit:

Nancy Howell era seduta al tavolo di cucina, nella casa di Shady Acres Addition. Di là poteva. vedere; attraverso la finestra aperta e oltre la bassa siepe, il giardinetto della casa accanto, affittata da Larry e Lila Connor. Sopra, c’era un piccolo terrazzo, e Nancy aspettava di vedere comparire Lila Connor, in uno dei suoi bikini ridottissimi, per stendersi sul terrazzo a prendere il sole. Strano che quel pomeriggio Lila non si fosse ancora fatta vedere. Forse, il motivo andava ricercato nel caldo eccessivo: oltre quaranta gradi al sole. Con quella temperatura era consigliabile una certa prudenza, se non si voleva correre il rischio di una scottatura, anche essendo già perfettamente abbronzati, come lo erano Nancy e Lila.
Nancy aspettava di veder apparire Lila, per indossare a sua volta il bikini e andarsi a distendere sul terrazzo in compagnia della signora Connor. Non che Nancy desiderasse veramente stare al sole in quel particolare pomeriggio. Soltanto, sperava di farsi invitare in casa di Lila. Era una giornata afosa, e avrebbero potuto resistere al sole per un quarto d’ora al massimo, poi Lila sarebbe ritornata in casa, e sicuramente avrebbe invitato Nancy a entrare con lei.
Il punto era questo: in casa di Lila c’era 1’aria condizionata, in quella di Nancy no. Be’, per la verità, al primo piano, nella camera da letto sua e di David, esisteva un condizionatore da finestra. Era però una cosa assai diversa dal condizionamento dell’aria ottenuto con un apparecchio centrale che mandava deliziose folate di fresco in ogni angolo della casa. Spostarsi da una stanza all’altra, in quella stupenda frescura, dava una specie di eccitazione quasi fisica, specialmente se si aveva indosso soltanto un bikini. Era un vero peccato che Lila si godesse quella casa da sola mentre Nancy stava bollendo alla vampa d’aria calda che entrava dalla finestra, e il sudore le rotolava sulla pelle abbronzata.

L.

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