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La Newton Compton porta in libreria un nuovo grande thriller firmato da David Gibbins.

La scheda di Uruk:

813. Testament [Jack Howard 9] (Testament, 2016) di David Gibbins [7 dicembre 2017] Traduzione di Lucilla Rodinò

La trama:

586 a.C. I babilonesi hanno messo a ferro e fuoco la Terra Santa e Gerusalemme sta cadendo. I sacerdoti del tempio, in preda alla disperazione, imbarcano i tesori più sacri per metterli in salvo.
1943. Un gruppo di crittografi delle forze Alleate, sotto il comando diretto di Churchill, sta lavorando per ostacolare le comunicazioni dell’Asse tra nazisti e giapponesi. Non hanno idea di quanto sia prezioso il carico della nave di cui hanno appena segnato il destino.
Oggi. L’archeologo Jack Howard è in missione in compagnia del suo amico Costas, a caccia dell’oro nazista contenuto in un relitto affondato al largo della costa continentale. La scoperta che stanno per compiere li porterà sulle tracce di uno dei più grandi misteri dell’umanità, una verità antica molto più di quanto avrebbe potuto immaginare.
Passato e presente si uniranno in una terrificante corsa contro il tempo per il destino dell’umanità.

L’incipit:

Mar Eritreo meridionale (odierno Mar Rosso) durante il regno di Nabucodonosor di Babilonia, 586 a.C.
L’uomo con la barba intrecciata barcollò in avanti, ansante, con le mani sulle ginocchia. Aveva il respiro crepato e secco come la dura crosta di sale della spiaggia circostante, come se la pelle della terra stesse bruciando e si stesse spellando come la sua. Il sole aveva quasi raggiunto lo zenit e faceva caldo come la fornace stessa di Baal Hammon a Cartagine, nel luogo dei sacrifici dove insieme al suo equipaggio aveva presentato le offerte una vita fa, all’inizio del viaggio. Per un momento si chiese se non fosse ancora lì, se i tormenti delle settimane precedenti non fossero stati solo un incubo inflittogli dagli dèi, un castigo per essersi spinto tanto oltre le Colonne d’Ercole, in luoghi su cui neanche gli dèi esercitavano il proprio dominio.
Chiuse gli occhi, sentendoli bruciare per la secchezza e vedendo le macchie bianche, apparse negli ultimi giorni, che preludevano alla cecità. Li riaprì, battendo forte le palpebre per difendersi dalla luce che si rifletteva dal mosaico crepato di sale attorno ai piedi. Non era affatto un incubo, ma era al di là di qualsiasi realtà avesse mai vissuto prima. Si voltò, traballante, si schermò gli occhi con una mano per proteggersi dalla luce e guardò il distante profilo della sua nave lì dove si era ingavonata e fermata nelle secche e dall’altra parte le sagome indistinte dei quattro compagni, due dei quali si facevano faticosamente strada con il loro carico attraverso le distese di sale in direzione delle montagne. Lo scintillio del calore sulle distese gli aveva ricordato i miraggi veduti da bambino nel deserto a sud di Cartagine, e gli aveva acceso la speranza di poter un giorno tornare a casa vivo. Cercò di leccarsi le labbra, ma aveva la lingua secca come un pezzo di arenaria. Doveva raggiungere le colline e trovare dell’acqua al più presto, altrimenti sarebbe morto.

L’autore:

David Gibbins è un autorevole ricercatore e archeologo. Specializzato presso l’Università di Cambridge in studi sul Mediterraneo antico, ha condotto numerose spedizioni di archeologia subacquea in tutto il mondo. È autore di undici bestseller, che hanno venduto oltre 3 milioni di copie e sono stati tradotti in trenta Paesi. La Newton Compton ha già pubblicato con successo Atlantis, Le indagini archeologiche del professor Howard, Il faraone, Codice Pyramid e Testament.

L.

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