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Continua per tutto dicembre l’iniziativa di presentare solo romanzi di Natale!
Ogni genere, ogni autore, ogni nazionalità troverà spazio: non esitate a segnalarmi titoli, che vi ringrazierò nei relativi post.

La scheda di Uruk:

12 giorni a Natale [Lancashire 5] (Twelve Days of Christmas, 2010) di Trisha Ashley [novembre 2015] Traduzione di Erica Farsetti e Lucia Olivieri

La trama:

Il Natale è sempre un momento triste per Holly Brown, che da poco ha perso l’amore della sua vita, così, quando le chiedono di andare a lavorare in una casa isolata nella brughiera del Lancashire, accetta di buon  grado per sopravvivere a quei giorni in cui tutti sono felici.
Jude Martland è uno scultore, e non intende festeggiare il Natale dopo che suo fratello è scappato proprio con la sua fidanzata. È deciso a evitare la casa di famiglia, anche se gli sarà impossibile non tornare per l’occasione in cui si riuniscono al completo. Quando Jude si presenta all’improvviso, la vigilia di Natale, è tutt’altro che felice di scoprire che Holly si sta occupando di organizzare il party a cui sperava di sottrarsi. Ma quando, senza preavviso, una tempesta di neve ricopre tutto il villaggio, Holly e Jude si rendono conto che forse i loro desideri stanno per essere esauditi. E che le odiate feste potrebbero trasformarsi in qualcosa di molto interessante…

L’incipit:

Sebbene fosse a malapena iniziato dicembre, il reparto dell’ospedale era stato addobbato con un minuscolo albero e, appeso alla parete, un grasso Babbo Natale di plastica, con le guance rosse e paffute, e occhi scuri a mandorla. Porgeva alla renna dal naso rosso, Rudolf, un oggetto che pareva un candelotto di dinamite, ma suppongo che sia necessaria una forza esplosiva per consegnare tutti quei regali in una notte sola.
Negli ultimi anni la mia strategia di difesa era stata ignorare il Natale, sbarrando la porta a ricordi troppo dolorosi da affrontare mentre ormai, seduta giorno dopo giorno al capezzale della nonna che si scioglieva come neve al sole, non sembrava esistere via di fuga.
La nonna, che mi aveva allevata, non avrebbe approvato tutti quegli addobbi. Non solo era stata educata secondo i dettami della Chiesa battista detta “particolare”, ma aveva anche sposato un pastore di questa austera (e oggi praticamente scomparsa) comunità religiosa. Lei e il nonno, dunque, non festeggiavano il Natale come tutti gli altri, con regali, leccornie e stravizi, e io da bambina, in segreto, sono sempre stata gelosa dei miei compagni di scuola.
In seguito, quando mi sposai, le cose cambiarono. Alan, da parte sua, mi incitava: non aveva perso il contatto con il suo bambino interiore, e forse proprio per questo era un maestro elementare così bravo. Lui amava gli addobbi, i pranzi natalizi e tutto il resto.
Così, preparavo stelle di pan di zenzero glassate da appendere all’albero, il più grande che riuscivamo a trascinare a casa dal vivaio, insieme ad allegri bastoncini di zucchero a righe bianche e rosse, minuscoli Christmas cracker argentati e file di lucine scintillanti. Insieme costruivamo chilometri di festoni di carta da appendere insieme al vischio (anche se non abbiamo mai avuto bisogno di scuse per baciarci) e ci regalavamo calze natalizie piene di sorprese.

L’autrice:

Trisha Ashley è nata nel Lancashire e ha studiato allo Swansea Art College. Oggi vive in Galles. È autrice di diversi romanzi femminili di successo, che hanno scalato le classifiche in Inghilterra. I suoi libri sono tradotti in Germania, Portogallo, Repubblica Ceca e Turchia. La Newton Compton ha pubblicato Cosa indossare al primo appuntamento e 12 giorni a Natale. Per saperne di più, il suo sito è www.trishaashley.com.

L.

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