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La collana “Segretissimo” (o quel poco che ne resta) n. 1638 presenta questo dicembre Il Professionista. Legione straniera.

La scheda di Uruk:

1638. Il Professionista. Legione straniera (2017) di Stephen Gunn (Stefano Di Marino) [dicembre 2017]
Inoltre contiene il racconto: Un’ombra sulla luna, di Scilla Bonfiglioli

La trama:

Chance Renard è rimasto un legionario. Forse non pieno di ideali, ma con energia e coraggio da vendere. La strada imboccata arruolandosi tanti anni prima è ancora la sua, un ingaggio dopo l’altro, in questo mestiere che ti costringe a dare il meglio per restare vivo. Così, quando il governo francese gli propone di assumere il comando di uno speciale reparto di soccorso per una missione nel cuore oscuro dell’Africa, accetta senza esitazione. Anche perché il complotto internazionale per assicurarsi un rarissimo minerale indispensabile per le telecomunicazioni nasce dalle viscere dell’Europa. E sulla strada del Professionista compaiono amici e nemici del passato in un vortice che lo coinvolge a livello molto personale. Un’avventura che è già leggenda.

L’incipit:

Li ricordo sì, quei giorni. Eravamo giovani. Ciò non significa che fossimo pieni di ideali, ma di energia e coraggio questo decisamente sì. Prendevamo la vita per la gola e la costringevamo a darci ciò che volevamo. Ci illudevamo che fosse possibile. Io avevo appena terminato il secondo lustro nella Legione Straniera e ancora ci credevo… alle avventure, alla vita consumata un quarto di miglio alla volta, all’onore, al reggimento come una famiglia. Legio patria nostra. Erano trascorsi dieci anni da quando ero scappato di casa per arruolarmi, spinto da chissà quale follia nata sulle pagine dei romanzi, tra i racconti di mio padre divorato dalla malaria, davanti al grande schermo, e forse alimentata dalla consapevolezza di essere a man apart. “Io non sono come voi.” Allora lo gridavo con orgoglio, me ne ridevo dei borghesucci con cui avevo diviso i banchi del liceo. In breve, ero fuggito per raggiungere Rue du Diable Bleu, a Marsiglia, e varcare quel portone oltre il quale sarebbe cominciata una nuova vita. L’addestramento. La disciplina, i commilitoni. L’uniforme. Poi il battesimo del fuoco. La morte per le strade. Grida e furiose esplosioni. Beirut e la guerra civile. La scoperta che il mio sogno non era esattamente come avevo immaginato ma che, lo volessi o no, la strada che avevo imboccato era la mia.

L’autore:

Stephen Gunn è lo pseudonimo di Stefano Di Marino, uno dei più prolifici scrittori di spionaggio e avventura italiani degli ultimi decenni. Nato nel 1961, ha viaggiato in Oriente e ancora vi trascorre parte del suo tempo. Oltre alla scrittura si interessa di arti marziali, pugilato, fotografia e cinema, soprattutto quello orientale al quale ha dedicato numerosi saggi. Ha esordito con il suo vero nome pubblicando Per il sangue versato, Sopravvivere alla notte, Lacrime di Drago (Mondadori). Ha usato per la prima volta lo pseudonimo Stephen Gunn per firmare i romanzi Pista cieca e L’ombra del corvo (Sperling). Poi, venti anni fa, è nata la serie dedicata a Chance Renard, il Professionista. Scrive per siti e riviste di settore. Su Wikipedia, Stefano Di Marino e il Professionista hanno due voci distinte con bibliografia aggiornata e commentata del personaggio. Per saperne di più sull’autore, sul Professionista e sul suo mondo, cercatelo su Facebook, la fan page di Chance Renard-Il Professionista ed ecco il blog.

L.

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