Tag

, , , , ,

Dallo scrigno di 80 romanzi di SAS, trovati nell’estate 2016 su una bancarella fortunella, ecco questo numero di “Segretissimo” (Mondadori) risalente alla direzione Laura Grimaldi.
L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

960. SAS: rosso granata [SAS 67] (Rouge grenade, 1982) di Gérard de Villiers [13 febbraio 1983] Traduzione di Mario Morelli
Inoltre contiene: [Top Secret] Quando l’autore è un mystery

La trama:

Quando un agente segreto viene ucciso, i vari servizi si mettono all’erta. Se poi muore sotto tortura, nasce il sospetto che possa aver detto troppo. Ad esempio, su un accordo fra Cuba e Grenada, importantissimo sia per le potenze occidentali sia per il Venezuela. E allora, chi entra in pista? Malko Linge, il personaggio ormai leggendario che Gérard de Villiers muove con abilità consumata, spesso per anticipare con sorprendente “preveggenza” ciò che di grave e di violento sta per accadere in qualunque parte del mondo. Vicino, lontano.

L’incipit:

Santiago Gimenez camminava senza fare il minimo rumore lungo il corridoio su cui si affacciavano le otto celle ricavate nel sottosuolo della prigione di Richmond Hill. I suoi compagni del G2, il servizio di controspionaggio cubano, lo avevano soprannominato King Kong a causa della sua corporatura eccezionale. Capelli cortissimi, sempre perfettamente rasato, ci teneva a essere l’impersonificazione della forza bruta. La camicia a fiori, dalle maniche corte, pareva sul punto di scoppiare sotto la pressione dei muscoli. I pantaloni di tela fasciavano un paio di cosce enormi, ma, grazie alle scarpe da tennis, l’uomo si muoveva con leggerezza in quel budello vivamente illuminato. Ogni cinque metri, una lampada spandeva una luce cruda: la porta di accesso a quella divisione Speciale era sempre chiusa e solo Santiago Gimenez e i suoi uomini vi potevano entrare. Era sorvegliata da un soldato armato di Kalashnikov, che aveva il compito di impedire ai guardiani della prigione «normale» di interessarsi a quella sezione dalla fama sinistra. I prigionieri della divisione Speciale non erano registrati, arrivavano e ripartivano di notte, avvolti in coperte, stesi sul fondo degli automezzi del G2 di Grenada. Uno di questi era rimasto in prigione due anni prima di essere giustiziato. Nessuno dei suoi familiari aveva la minima idea di quale fosse stato il suo destino.
King Kong Gimenez si fermò davanti alla porta della cella numero 7 e avvicinò l’occhio allo spioncino.
Ironia della sorte, quelle celle erano state costruite per ordine di Eric Gairy, il dittatore rovesciato dalla rivoluzione filocubana del 13 marzo 1979, per rinchiudervi i membri del movimento New Jewel, organizzatore del colpo di Stato. Malgrado gli inquietanti segni premonitori, Eric Gairy aveva preferito andarsene alle Nazioni Unite per fare un rapporto sui dischi volanti, sua fissazione, lasciando così che gli avversari si impadronissero del potere… Da allora, i suoi collaboratori che non erano riusciti a fuggire a Trinidad o negli Stati Uniti marcivano nelle celle di Richmond Hill, che, come facevano cinicamente notare i guardiani, godevano di una magnifica vista sulla rada di Saint George’s.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

– Ultimi post simili: