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La Newton Compton porta in libreria un nuovo grande romanzo a sfondo storico.

La scheda di Uruk:

822. Il monastero dei delitti (2017) di Claudio Aita [25 gennaio 2018]

La trama:

Geremia Solaris è allo sbando: un tempo studioso e uomo brillante, dopo disillusioni e fallimenti, a cinquant’anni si ritrova senza soldi, ambizioni e interesse per il suo lavoro, e con una bottiglia di Chianti per amica. La sua vita, però, è destinata a cambiare radicalmente quando riceve un’inquietante e-mail da un suo ex professore. In allegato c’è un misterioso manoscritto, che l’anziano docente chiede a Geremia di decriptare. Geremia, riscosso dal torpore e vinto dalla curiosità, si mette all’opera, ritrovandosi invischiato in un meccanismo che non riesce a comprendere fino in fondo. E quando in un secondo, sibillino messaggio il professore gli chiede di vederlo, ha la drammatica conferma di essere entrato in un labirinto di pericoli da cui è difficile uscire: un filo sottile si dipana e ricollega la Firenze medioevale a quella dei nostri giorni, e le orribili morti di secoli or sono sembrano allinearsi ai delitti che hanno terrorizzato la città e le sue campagne negli anni Ottanta. Riuscirà Solaris, seguendo il rivolo di sangue che attraversa il tempo e la Storia, a sopravvivere al Male?

L’incipit:

Il suono della sveglia risuonò nella penombra della stanza. L’uomo si destò di soprassalto, imprecando contro il mondo intero e contro se stesso. Per quale motivo si ostinava a caricare quel marchingegno infernale se non aveva più orari da rispettare?
Riabbassò le palpebre, con l’intenzione di concedersi un ultimo istante di riposo. Niente da fare. Non avrebbe più ripreso sonno. Se tale si poteva definire quel tormentato dormiveglia sempre più popolato dagli incubi che si erano ormai impossessati delle sue notti. Si stirò le braccia, lentamente, sino a percepire chiaramente lo scricchiolio delle articolazioni, e si lasciò avvolgere per un’ultima volta dalle coperte, in un abbraccio caldo e protettivo come un ventre materno.
Sentiva il cuore pulsargli forte, un po’ troppo, forse. Con eccessiva irregolarità, per giunta. L’aveva sempre rimandata, con mille pretesti, ma una visita dal medico doveva proprio decidersi a farla. O, piuttosto, il suo tergiversare era soltanto dovuto al timore di una sentenza di condanna, di un campanello che suonasse l’ultimo giro di pista, quel percorso di dolore, quella lotta disperata contro il suo stesso corpo che trova tutti i modi possibili per segnalarti di voler chiudere un’esperienza fallimentare? Sicuramente non era niente di rilevante, pensò senza eccessiva convinzione.

L’autore:

Claudio Aita, figlio di emigranti, ha vissuto tra il Friuli e la Toscana, dove attualmente risiede. È un esperto di Storia della Chiesa e Storia medievale, oltre che musicista, scrittore e editore nel settore dei beni culturali. Ha collaborato come pubblicista con riviste di viaggio, cultura e storia locale. È autore di due testi di successo sui rapporti fra religione e cultura alimentare. Negli ultimi anni si è proposto come autore di thriller di ambientazione storica e contemporanea. Il monastero dei delitti è il suo primo libro pubblicato con la Newton Compton. Per saperne di più: http://www.claudioaita.it.

Info

Il monastero dei delitti di Claudio Aita (Newton Compton – Nuova Narrativa Newton n. 822), 352 pagine, euro 7,50 (in eBook, euro 4,99) – ISBN 9788822713582

L.

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