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Titolo d’annata de “Il Giallo Mondadori“, nell’epoca di Laura Grimaldi.

L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

1812. Tè e veleno (Cottage Sinister, 1931) di Q. Patrick (Patrick Quentin) [23 ottobre 1983] Traduzione di Elsa Pelitti
Inoltre contiene i racconti:
Ancora un delitto perfetto, di Gerolamo Ricco, selezionato al concorso per il miglior racconto inedito al Mystfest di Cattolica 1983
L’uomo invisibile (The Invisible Man, da “EQMM“, ottobre 1982) di Gary Alexander

La trama:

Quasi in punta di piedi, senza colpi d’arma da fuoco né grida, ma non per questo meno violenta, la morte arriva nel paesino della provincia inglese, portando via con sé alcune donne. Chi può aver desiderato la loro scomparsa? E soprattutto, perché? E con che cosa sono state uccise? Il movente, il mezzo, il modo: i tre interrogativi che ogni investigatore si pone assillano anche l’ispettore Inge, inviato sul posto da Scotland Yard. Nel villino dove le donne sono morte, tutto sembra in perfetto ordine. Le voci sono sommesse, l’unico rumore è il tintinnio delle tazze da tè, le persone sono estremamente ben educate. Eppure, per le stanze si muove un assassino spietato. L’ispettore Inge è disorientato, la gente spaurita. Per fortuna, qualcuno intuisce la verità e, con pazienza, penetrerà nella complessa trama dei delitti.L.A. Fortride è la prima autrice tedesca alla quale sia stato assegnato il Premio Edgar Wallace per la letteratura poliziesca.

L’incipit:

Crosby-Stourton è un paesino adagiato in una piccola vallata amena tra le Mendip e le Quantock Hills. Un paese tranquillo e indisturbato fino a quell’estate del 1930, quando una serie di terribili tragedie portò il suo nome sulla prima pagina di tutti i giornali inglesi. Poiché si trova un po’ fuori strada, per chi vada da Bridgewater a Bristol o viceversa, non era stato ancora scoperto né dai turisti americani né dalle automobili puzzolenti e il suo fascino rustico non era stato ancora deturpato dai vistosi cartelli pubblicitari che vanno diffamando la campagna inglese nel tentativo di appioppare merci indesiderate a un pubblico indifferente. Un amatore occasionale capitava talvolta a lucidare gli ottoni nella sua bella, antica chiesa normanna o un artista si fermava nella piazza del mercato a copiare la Crosby Cross, relitto di chissà quale dimenticata vittoria, ma anche quelle modeste intrusioni erano assai rare. Occupati unicamente degli affari propri, gli abitanti di Crosby-Stourton campavano sereni, «dimenticando il mondo e dal mondo dimenticati».
Crosby-Stourton giaceva tranquillo, immerso nei sogni del passato, mentre quel giorno di fine giugno si avviava al tramonto, senza alcun presentimento delle incombenti tragedie che avrebbero ben presto trasformato quel posto tranquillo in una Mecca per smaniosi cercatori del brivido provenienti da ogni parte. La luce morente del sole penetrava dalle finestre del più grazioso villino del paese, sfiorando i soffici capelli grigi della signora Lubbock, indaffarata con una grossa teiera. Era in corso di preparazione un tè in grande stile e la quantità e qualità delle provviste erano una chiara dimostrazione che si trattava di una celebrazione: l’affettuoso benvenuto di una mamma alle due figlie maggiori, Isabel e Amy, appena arrivate da Londra per una delle loro rare visite a casa. Tutt’e due avevano una posizione invidiabile, a Londra, come cameriere di nobili signore.
— Oh mamma — esclamò Isabel, la maggiore, osservando golosamente le ghiottonerie disposte sul tavolo. — Se dovessi mangiare tutto questo ben di Dio, diventerei una cicciona come la mia signora! — Abbassò gli occhi a guardarsi la figura minuta e angolosa.

L’autore:

Patrick Quentin è lo pseudonimo che nasconde le firme di quattro autori la cui collaborazione diede luogo alla serie su Peter Duluth. Richard Wilson Webb collaborò dapprima con Martha Mott Kelly (la signora Stephen Wilson) sotto lo pseudonimo di Q. Patrick. Webb scrisse quindi un libro da solo e altri due con Mary Louise Aswell, prima di iniziare la collaborazione con Hugh Callingham Wheeler; gli autori adottarono gli pseudonimi di Q. Patrick, Patrick Quentin e Jonathan Stagge. Webb smise di collaborare negli anni Cinquanta e Wheeler usò lo pseudonimo di Patrick Quentin fino ai 1965.
Wheeler (1912) nacque a Hampstead, Londra, studiò alla Clayesmore School e all’università di Londra, dove venne naturalizzato cittadino americano. Dopo il secondo conflitto mondiale passò gran parte del suo tempo viaggiando, e stabilì la propria residenza a Monterey, nel Massachusetts. Wheeler prestò la propria collaborazione e scrisse più di trenta libri, firmati coi tre pseudonimi. Più tardi, si dedicò a scrivere testi per commedie.
Le prime opere di Q. Patrick sono mystery che risentono dell’atmosfera tipica dei polizieschi di ambiente inglese del periodo. Tra questi ci sono: S.S. Murder (1933), The Grindle Nightmare (1935). I successivi romanzi di Patrick ambientati negli Stati Uniti introdussero il personaggio del tenente Timothy Trant. Trant comparve anche negli ultimi romanzi firmati Patrick Quentin. La serie firmata Jonathan Stagge presenta i personaggi del dottor Hugh Westlake, medico generico che esercita in una cittadina dell’Est, e di sua figlia, Dawn. Questi romanzi sono pervasi da quell’atmosfera di terrore e di soprannaturale che contraddistingue le prime opere di John Dickson Carr.

L.

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