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La Newton Compton porta in libreria un nuovo grande romanzo a sfondo storico.

La scheda di Uruk:

829. Il flagello dell’Oriente [Legionary 4] (Legionary. The Scourge of Thracia, 2015) di Gordon Doherty [8 febbraio 2018] Traduzione di Rosa Prencipe e Milena Sanfilippo

La trama:

377 d.C. Le legioni in Tracia sono state decimate durante la battaglia di Ad Salices. Ma i centurioni sparsi e le coorti superstiti sono impegnati nell’eroico tentativo di trattenere le armate dei goti e gli attacchi implacabili di Fritigerno oltre il monte Emo. Stanno cercando disperatamente di resistere fino a quando l’imperatore d’Occidente Valente e l’imperatore d’Oriente Graziano riusciranno a inviare loro dei rinforzi. Quando Numerio Vitellio Pavone e gli uomini dell’XI legione Claudia ritornano a Costantinopoli dalla loro sanguinosa spedizione in Persia, la storia degli eroici sforzi compiuti in Tracia annuncia un terribile presagio. Se infatti la strenua resistenza sulle montagne dovesse venire meno, niente proteggerebbe il cuore dell’impero d’Oriente dalla minaccia dei barbari. Tutti i loro cari sarebbero alla mercé dei selvaggi. La legione Claudia viene quindi inviata in aiuto, ma tutto quello a cui Pavone riesce a pensare sono due persone che vagano nei territori traci, disperse sotto la minaccia dei goti: la sua amata Felicia e Dessione, il suo fratellastro. È con queste preoccupazioni che la sua marcia ha inizio, in testa alla legione che condurrà verso la terribile minaccia.

L’incipit:

Il Passo Shipka Agosto, 377 d.C.
Un’aquila volteggiava nel cielo azzurro, scrutando i pendii della catina dell’Emo per avvistare prede che placassero la fame che la divorava. Come per aiutare la ricerca dell’aquila, il caldo vento estivo si fece più teso e fischiò attorno ai grigi speroni di roccia scoscesa, colpendo le frastagliate cime argentee e attraversando il robusto fogliame che cresceva sui pendii. Ma rivelò solo impronte, sbuffi di polvere o cespugli tremolanti dove i roditori si erano sottratti alla vista, consapevoli del pericolo. Poi l’aquila scorse una vigorosa capra di montagna, in equilibrio precario sul ciglio di una scarpata per brucare. Ma la capra era vigile e già stava indietreggiando verso una sporgenza sotto la quale erano riparati i suoi piccoli.
Non c’erano prede facili lì, perciò l’aquila si librò verso sud, seguita dall’ombra sul sentiero del crinale che si ergeva verso il cuore delle montagne. Qui, nel punto più alto della catena, non si muoveva niente. I venti fischiavano e l’aquila sentì le forze venirle meno mentre cercava qualcosa, qualsiasi cosa…
Poi, i suoi occhi intercettarono una strana forma che, messa di traverso sul sentiero, lo bloccava: un fortino di pietra, bordato da un gruppetto di uomini ricoperti di ferro. Gli uomini portavano qualcosa in cima a un’asta che, per un momento, affascinò l’aquila; un’effige, un riflesso di se stessa, ali spiegate e becco aperto come sul punto di lanciare il suo grido. Ma era… argentea, luccicante e inanimata, con uno stendardo colorato che pensolava sotto di essa, agitato dal vento caldo. Incantata, l’aquila rimase a volteggiare lassù fino a che qualcos’altro non attrasse il suo sguardo: ancora movimento, in arrivo lungo il sentiero da nord verso quello sbarramento.

L’autore:

  • Autori: Gordon Doherty - di origini scozzesi, è autore di diversi romanzi storici. Il suo amore per la Storia è nato dalla magia legata al vivere e lavorare vicino al Vallo di Adriano e a quello di Antonino, siti che riportano indietro di millenni. La Newton Compton ha pubblicato i romanzi con protagonista Numerio Vitellio Pavone.
    Per saperne di più, il suo sito è www.gordondoherty.co.uk

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L.

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