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In un periodo di forte “lostizzazione” del pubblico, la casa editrice Buena Vista (Walt Disney Italia) prova a proporre ai sempre più illetterati italiani qualcosa di proibito: qualcosa da leggere. Presenta un romanzo originale ispirato alla fortunata serie TV creata da Jeffrey Lieber, J.J. Abrams e Damon Lindelof.
Esistono almeno due libri in italiano di questa serie, ma l’esperimento può dirsi pienamente fallito. Per quanto gli italiani siano impazziti per Lost, è enormemente più forte la loro antipatia verso la lettura.

Per ricordare la serie TV, ecco il blogroll:

La scheda di Uruk:

Lost. Identità segreta (Lost: Secret Identity, 2006) di Cathy Hapka [2007] Traduzione di Gianni Pannolino

La trama:

Ci sono molte cose che tutti ignorano sul conto di Dexter Cross. I suoi amici del college sono convinti che sia uno studente di buona famiglia pieno di soldi, esattamente come loro… ma Dexter conduce una doppia vita, finché un viaggio in Australia insieme alla fidanzata fa emergere la verità.
A questo punto, Dexter salta sul primo volo in partenza da Sydney: dopo che il suo inganno è stato svelato, non desidera altro che tornarsene a casa… ma l’aeroplano su cui viaggia è il famigerato Oceanic 815, che si schianta su una misteriosa isola persa in mezzo al mare.
Ritrovandosi a vivere insieme agli altri sopravvissuti, Dexter si inventa una nuova identità, ma la messinscena non dura a lungo, e la verità deve essere rivelata…

L’incipit:

Dexter spalancò gli occhi nel buio più assoluto.
— Daisy! — provò a gridare, ma la sua voce era strana, soffocata. — Daisy, dove sei?
Come una radio che cerca di sintonizzarsi su un canale tra mille scariche elettrostatiche, il suo cervello confuso provò a concentrarsi sul mondo esterno, registrando tardivamente il caos e il frastuono che lo circondavano. Urla strazianti, invocazioni rauche; clangori metallici, sibili, tonfi, scoppi. E al di sopra di tutto, uno stridio intermittente e sempre più intenso che faceva eco al rimbombo che sentiva dentro la testa. Quei rumori lo riempirono di terrore, anche se non sapeva esattamente perché. L’unica cosa che aveva ben chiara era che doveva trovare Daisy e scappare…
Provò a muoversi, ma non ci riuscì, bloccato da qualcosa che gli provocò un improvviso dolore all’altezza del bacino.
Che cosa gli stava succedendo? E perché non ci vedeva? Sbatté ripetutamente le palpebre, ma l’oscurità non svanì, mentre i rumori intorno a lui si facevano sempre più forti. Preso dal panico, appoggiò le mani sugli occhi, e le sue dita trovarono un morbido lembo di tessuto che gli copriva la faccia. Lo sollevò, e si ritrovò a fissare un lenzuolo decorato con il logo della Oceanic Airlines. Aveva scoperto la causa della sua cecità. Grazie a quella rivelazione, il mondo riacquistò definizione. Era seduto sull’aeroplano che avrebbe dovuto riportarlo negli Stati Uniti. La cosa che gli impediva di muoversi era la cintura di sicurezza, ancora saldamente agganciata nonostante l’aereo su cui stava volando si fosse disintegrato…
«Daisy», pensò, di nuovo in preda al panico.
Stava ancora strizzando gli occhi per abituarli alla luce, quando una faccia giovanile gli comparve davanti, sbucando dal corridoio tra i sedili. — Ehi, — gli disse la faccia. — Tutto a posto, amico?
— Io… — Dexter cercò di proseguire, ma la lingua gli si bloccò. Deglutì a fatica, sforzandosi di scacciare la terrificante sensazione di avere di fronte la propria faccia.

L.

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