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Titolo d’annata de “Il Giallo Mondadori“, nell’epoca di Gian Franco Orsi.

L’illustrazione di copertina è firmata da Prieto Muriana.

La scheda di Uruk:

2232. Messa a fuoco [Alo Nudger 6] (Time Exposure, 1980) di John Lutz [10 novembre 1991] Traduzione di Franco Ferrario
Inoltre contiene il racconto:
C’era una volta (Once Upon a Time, da “EQMM“, dicembre 1990) di Peter Massarelli

La trama:

Alo Nudger è ingaggiato da Adelaide Lacy, una bella bibliotecaria bionda, in possesso di una fotografia a dir poco strana. Rappresenta l’edificio comunale dell’Arcade ed è stata scattata con un tempo di esposizione così lungo che vi appaiono solo gli oggetti perfettamente immobili. Stranamente, da una finestra dell’edificio si vede un uomo, Virgil Hiller, funzionario amministrativo della città. È seduto alla scrivania con la penna in mano. Ma come ha fatto a rimanere immobile tanto a lungo? Il giorno successivo, i quotidiani locali riportano la notizia della fuga di Virgil Hiller con Mary, sua segretaria e sorella di Adelaide. Ai fondi del comune manca anche mezzo milione di dollari. Adelaide sostiene che Mary odiava Virgil e che non sarebbe scappata con lui nemmeno per un miliardo. Nudger non è altrettanto sicuro… Comincia a indagare e quando un gangster locale gli manda un suo scagnozzo per convincerlo a lasciar perdere, il nostro capisce che il caso è molto più complesso di quanto avrebbe potuto immaginare. Ragione di più per andare avanti.

L’incipit:

In un primo tempo pensarono che attraversasse la strada per acquistare delle ciambelle. Nudger era seduto ad ammazzare il tempo al banco di acciaio inossidabile del negozio di ciambelle di Danny, quando notò lo sguardo triste di Danny puntato oltre le sue spalle, al di là della grande vetrina cosparsa di macchie di grasso, sulla Manchester Avenue. Ruotando lo sgabello, Nudger vide una donna bionda e snella arrestarsi per far passare un autobus e, dopo aver lanciato un’occhiata prudente al traffico diretto a est, correre per completare l’attraversamento della strada luccicante per la pioggia. Portava scarpe col tacco alto, però si muoveva con grazia e a una sorprendente velocità. Un vero spettacolo per gli occhi.
— Proprio un bel pezzo di pasticcino! — commentò Danny che collegava tutto al suo mondo di dolciumi. Il massimo dei complimenti sarebbe stato chiamare quella donna un cornetto alla crema, la specialità di Danny. Senz’altro aveva bisogno di vederla più da vicino per concederle un tale alloro culinario.
Ma non sarebbe riuscito a vederla da vicino. La donna scrutò in alto il cielo basso e grigio, come per assicurarsi che stesse ancora piovendo, poi eseguì una leggera curva e aprì la porta accanto a quella del negozio di ciambelle. Nudger udì lo stridere metallico del chiavistello e il fruscio della porta che si chiudeva. La porta dava su una stretta rampa di scale, che a sua volta conduceva al pianerottolo del secondo piano e che faceva arrivare al centro della ragnatela: l’ufficio di Nudger.
Danny esibì un largo sorriso. — Un cliente, Nudger.
Nudger si risentì un po’ per il tono della sua voce, che suggeriva che i clienti fossero così rari da provocare stupore. Non era proprio il suo caso. Magari sorpresa, ma non stupore.
Nudger rimase ad ascoltare il rumore dei tacchi che salivano le ripide scale di legno sull’altro lato del muro. Poi silenzio. La donna aveva raggiunto il pianerottolo. Restò invano in attesa di udire il colpo alla porta del suo ufficio. Troppo distante. 1 muri erano troppo spessi.
Disse: — E se fosse venuta a consegnarmi una citazione in giudizio? — La sua ex moglie, Eileen, gli dava la caccia con insolito spirito vendicativo per fargli versare gli alimenti arretrati sul suo già rigonfio conto bancario.

L’autore:

John Lutz è nato a Dallas, Texas, l’11 settembre 1939. Ha studiato al Marameo Community College di St. Louis. Nel 1958 ha sposato Jean Bradley e dal matrimonio sono nati due figlie e un figlio. Prima di diventare scrittore ha svolto svariati mestieri: operaio in una impresa di costruzioni, maschera di teatro, magazziniere, camionista, centralinista presso la Polizia Metropolitana di St. Louis. Il suo primo romanzo è del 1971: The Truth of thè Matter. John Lutz vive a Webster Groves, Missouri.
Così ha dichiarato lo scrittore in una recente intervista: «Io spero che coloro che leggono i miei libri siano tentati di continuare a farlo. Entertainment, secondo me, può essere tutto ciò che sta in mezzo tra il girarsi i pollici, e la profonda illuminazione che deriva dalla lettura dei classici. Io mi sforzo di fare opere artigianali e spero che qualche volta facciano un balzo verso forme d’arte più elevate…».
John Lutz ha scritto anche più di cento racconti, pubblicati sull’Alfred Hitchcock Mystery Magazine. Sono racconti che variano molto tra di loro sia per contenuto sia per qualità.

L.

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