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La Longanesi porta in libreria un nuovo thriller firmato da Andy McNab.

La scheda di Uruk:

Medaglia al valore [Nick Stone 16] (For Valour, 2014) di Andy McNab [15 febbraio 2018] Traduzione di Isabella Ragazzi e Stefano Tettamanti

La trama:

Quando un giovane soldato viene colpito alla testa da un proiettile presso la rinomata Killing House del Reggimento, Nick Stone, che come nessun altro conosce il mondo delle Forze Speciali, si lancia nelle indagini per fare chiarezza sulle misteriose circostanze che hanno portato alla morte del ragazzo. Arrivato da Mosca, dove ha lasciato il figlio e la compagna nella speranza che lì, senza di lui, siano al sicuro, Stone dovrà attingere a ogni sua risorsa per mantenere la concentrazione. Ma meno di quarantotto ore dopo un nuovo omicidio lo lancia sotto il fuoco nemico, nel mirino di un assassino che agisce nell’ombra a difesa di un segreto capace di scardinare le istituzioni che Stone ha protetto per tutta la vita. Trascinato dalle indagini, Stone si ritrova scaraventato in un confessionale a Glencoe, nel Galles, e poi nel Sud della Spagna, nel tentativo sempre più disperato di svelare la verità dietro una serie di tragici eventi iniziati all’ombra delle colline afgane.
Un romanzo ad alto tasso di adrenalina ed emozione, nel quale continui capovolgimenti di fronte lasciano il lettore con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.

L’incipit:

Con il piccolo aiuto di due fascette d’acciaio, aprii il portone e digitai sul pannello attiguo la sequenza di sei cifre per disattivare il sistema d’allarme. Il codice ci era stato fornito dal colonnello Chastain. Lui aveva amici ai piani alti e io ero pronto a scommettere che lungo la strada una discreta somma di contanti fosse passata da una mano all’altra.
Al piano terra c’erano la cucina in legno di pino, la zona pranzo, la saletta e un gigantesco soggiorno open space. Al piano superiore, quattro camere da letto, tutte con bagno e doccia privati, quella padronale con un enorme letto a baldacchino, quella dei figli e due per gli ospiti.
Il seminterrato era occupato da una palestra stipata di attrezzature ultramoderne, un tavolo da ping-pong e una sauna, e dalla zona di servizio: contatori del gas e della luce, lavatrice, asciugatrice e tutte quelle idiozie.
Lì sotto, le finestre erano protette da una rete fitta e tesa in acciaio satinato. Sganciai il chiavistello di quella che si trovava sotto la scala di legno che portava all’ingresso laterale – me ne sarei occupato in seguito. Se dovevamo trasformare la casa in una bomba incendiaria, era da lì che avremmo acceso la miccia.
Anche la sala macchine seguiva lo stile architettonico del resto della casa. Trovai una fornitissima cassetta per gli attrezzi nel mobiletto sotto il piano di lavoro in granito lucido, poi osservai da vicino lo stipite, la battuta e l’infisso della porta che consentiva di scendere dal piano terra.

L.

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