Tag

, , ,

Titolo d’annata de “Il Giallo Mondadori“, nell’epoca di Sergio Altieri.

A quanto pare questa è l’unica edizione di un romanzo presentato alla Frankfurt Book Fair del 2008 e alla London Book Fair del 2010 (stando al Blog del Giallo) ma che non è stato edito se non in Italia.

L’illustrazione di copertina è firmata da Cesare Croce.

La scheda di Uruk:

3027. Osaka (Osaka Dead, 2011) di Stephen Graham [31 marzo 2011] Traduzione di Stefano Di Marino

La trama:

Osaka, megalopoli nel paese del Sol Levante, Ian Shaw è un gaijin, uno straniero, in una terra violenta ed esotica. Una terra dominata dalla malavita, regolata da feroci codici d’onore. Un terra dove la vita di un gaijin può essere immolata in letali giochi di potere. Mariko, figlia di Papa Hata, boss della Yakuza, e moglie di Shaw, è scomparsa. Dicono che sia nelle mani di Zio Mo, capo di un clan yakuza rivale. Per recuperarla ci vogliono soldi, molti soldi. Shaw, che non ha smesso di amare Mariko, non esita: affiancato da una banda di strani specialisti organizza il “colpo perfetto”. Ma tra poliziotti corrotti, una sensuale danese e un vecchio che vive in un castello, il colpo perfetto diventa un allucinato bagno di sangue. Un hard-boiled esplosivo.

L’incipit:

Shaw costrinse Baba a sollevare il mento, lo guardò negli occhi, poi sfilò il giornale dalla bocca del teppista. Schiaffeggiò il giapponese con violenza. Baba sputacchiò, quindi fece per parlare. Un treno passò sferragliando sopra di loro.
Il fragore svanì gradualmente. In giapponese Shaw disse: — Ancora una volta.
— Mi hai rotto il braccio — si lamentò Baba. Parlava in un dialetto gutturale, con l’inflessione di Osaka, ruvido come una scarica di mitra. Le guance erano arrossate. Aveva bevuto.
— Rispondi alla mia domanda — si limitò a dire Shaw.
— Forse ti offrirò da bere.
— Stronzo. Dammi una sigaretta.
Shaw recuperò un pacchetto e un accendino nel taschino della giacca di Baba. Infilò la “paglia” tra le labbra contratte dell’altro e l’accese.
Cominciava a piovere. Gocce d’acqua colavano tra le lamiere dei tetti delle baracche sul canale. In lontananza un treno costeggiava serpeggiando la baia di Osaka. I fanali ammiccavano come animati di vita propria. Una volta che il convoglio si fu allontanato i due uomini si ritrovarono in completa solitudine. Nessuno in giro a origliare.
Baba indossava il classico abbigliamento yakuza: giacca scura e cravatta. Si sedette sul cofano della propria auto. Aveva la stazza di un idrante con un testone di granito e mani grassocce legate davanti con la fune di stracci che Shaw si era procurato. L’altra estremità della corda era ancora legata al blocco di cemento trovato sotto il ponte. Il motore dell’auto era spento, ma i fari erano ancora accesi.
Shaw si sbottonò la giacca e rimase al riflesso luminoso con le mani sui fianchi. Per un istante guardò le luci della città, poi tornò a osservare Baba. L’uomo sanguinava nel punto in cui Shaw lo aveva picchiato con la canna della .38 brasiliana.

L’autore:

Americano, poco più che trentenne, Stephen Graham ha vissuto per otto anni in Giappone, esperienza che si riflette in questo suo primo romanzo.

L.

– Ultimi post simili: