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La Newton Compton porta in libreria un romanzo a sfondo storico.

La scheda di Uruk:

844. L’ultimo pretoriano [Praetorian 1] (Praetorian. The Great Game, 2015) di S.J.A. Turney [22 marzo 2018] Traduzione di Marzio Petrolo

La trama:

Quando Rufino, un giovane legionario, viene ammesso nell’élite della Guardia dei Pretoriani si trova improvvisamente ad annaspare nel mondo della politica imperiale e degli intrighi di corte. Niente che la sua esperienza in battaglia gli abbia insegnato a fronteggiare. Il primo compito che gli viene assegnato è sventare un complotto contro l’imperatore Commodo, appena incoronato. La sua missione lo porta quindi dalla gelida frontiera danubiana al cuore pulsante di Roma, a spasso tra la villa spettrale della sorella dell’imperatore e l’immenso Colosseo. Quello che sembra un semplice – anche se pericoloso – incarico, si rivela ben presto un intrigo complesso e ingannevole: il giovane Rufino dovrà mettere in discussione tutte le sue certezze, affrontando nemici, cannibali, belve feroci, mercenari assassini e persino un agente imperiale in incognito. In una corsa contro il tempo per salvare l’imperatore, Rufino diventerà la pedina, suo malgrado, di un gioco molto più grande di lui.

L’incipit:

Gli uomini della Legione Decima Gemina marciavano nella fredda vegetazione, gli stivali graffiati e ostacolati dai rovi, grati che la neve fosse scarsa perfino in quel periodo dell’anno grazie alle fronde degli alberi. Al contrario, una spessa coltre di neve candida si era depositata sul campo dov’era stata combattuta la battaglia, almeno finché le quattro legioni di Roma non l’avevano consacrata con il sangue.
Gneo Marcio Rustio Rufino imprecò inciampando su una radice nascosta che per poco non lo fece finire con il volto a terra. I suoi cinque compagni di tenda ridacchiarono per l’incidente evitato per un soffio e Rufino si sentì avvampare, il rossore che gli tingeva le guance era celato solo in parte da quello provocato dal tremendo freddo, dal fango e dal sangue sparsi sul suo volto.
«Foresta bastarda», mugugnò, suscitando altri sorrisi intorno a sé.
Il territorio lì, ai confini della Pannonia, non assomigliava affatto alle proprietà di famiglia nei pressi di Tarraco. A casa gli alberi erano incantevoli, il terreno al di sotto delle loro chiome un soffice tappeto di aghi bruni. Qui invece svettavano verso il cielo come demoni stanchi, ripiegavano le loro radici fino a trasformarle in vere e proprie trappole e nascondevano minacce a non finire, molte delle quali velenose o carnivore.
Come faceva la gente a vivere da quelle parti?

L’autore:

S.J.A. Turney vive con la moglie, i figli e un serraglio di animali nella campagna nel nord dello Yorkshire, cercando di districarsi tra giocattoli, ululati e caffè per scrivere le sue storie. Ama la campagna, la storia e l’architettura e passa la maggior parte del suo tempo libero viaggiando alla scoperta di siti archeologici. Dopo esperienze lavorative da informatico e da addetto vendita di macchine, adesso si dedica alla scrittura a tempo pieno e ha all’attivo oltre venti romanzi. L’ultimo pretoriano è il primo romanzo pubblicato con la Newton Compton. Per saperne di più: http://www.sjaturney.co.uk

L.

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