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La Piemme porta in libreria un thriller.

La scheda di Uruk:

La madre perfetta (Fierce Kingdom, 2017) di Gin Phillips [3 aprile 2018] Traduzione di Anna Martini

La trama:

È un pomeriggio come molti altri, e Joan, dopo essere andata a prendere Lincoln all’asilo, come sempre s’inventa qualcosa per far passare più in fretta il pomeriggio. Il museo della scienza, la biblioteca, lo zoo. Oggi la scelta cade su quest’ultimo. È la passione di Lincoln, stare sulla sabbia nella Fossa dei Dinosauri e inscenare battaglie e avventure, cattivi contro buoni, vita contro morte. Joan lo guarda e intanto pensa che se li ricorderà, questi pomeriggi col peso di suo figlio sulle ginocchia e intorno una sensazione che somiglia all’euforia.
Intanto le ore passano e presto è l’imbrunire. Lo zoo sta per chiudere. Gli animali vanno a dormire. Ma i loro versi non sono l’unica cosa che si sente. All’improvviso, nell’aria immobile, c’è un rumore secco. Uno schiocco, seguito da un altro subito dopo. Sembrano palloncini che scoppiano. Invece sono spari. E in un momento, tutte le paure più remote diventano concrete: il terrore per il suo bambino, la paura di perderlo. Lo zoo è in mano ai terroristi, con dentro tutti gli animali, e Joan, col suo bambino di quattro anni, dovrà nascondersi, e allo stesso tempo preservare suo figlio da tutto ciò che li aspetta, fargli credere che si tratti solo di un gioco. Perché essere madre è anche vedere il mondo con gli occhi dell’unica creatura al mondo che sarà per sempre parte di te.
Un romanzo impossibile da dimenticare: un breve, deciso affondo nelle paure dei nostri tempi, e nei nostri istinti più veri e più nascosti. E naturalmente, nel modo magico e misterioso in cui ogni donna sa essere madre. Gin Phillips, protagonista di uno dei casi editoriali più eclatanti degli ultimi anni, possiede una chiave speciale per raccontarci il mondo.

L’incipit:

Per un bel po’ Joan è riuscita a tenersi in equilibrio sulla parte anteriore delle piante dei piedi nudi, le ginocchia piegate, la gonna che sfiora il terreno. Ma ora le gambe cominciano a cedere, quindi abbassa una mano e si lascia andare lentamente sulla sabbia.
Qualcosa le punge un fianco. Allunga la mano sotto la gamba e pesca un’asticella di plastica, lunga non più di un dito, e la cosa non la stupisce, perché trova di continuo minuscole armi in posti inaspettati.
«Hai perso una lancia?» domanda. «O è uno scettro?»
Lincoln non le risponde, ma le prende il pezzo di plastica dalla mano aperta. A quanto pare aspettava di potersi rifugiare nel suo grembo: si fa indietro e si sistema comodamente sulle sue cosce. Non ha neppure un granello di sabbia addosso: è un tipetto schizzinoso, non gli è mai piaciuto dipingere con le dita.
«Vuoi un naso, mamma?» domanda.
«Ce l’ho già, un naso» dice lei.
«Ne vuoi un altro?»
«E chi non lo vorrebbe?»
I riccioli scuri del bambino hanno di nuovo bisogno di una sforbiciata, lui se li scosta dalla fronte. Le foglie cadono intorno fluttuando. Il tetto di legno, sorretto da ruvide travi rotonde, li ripara completamente dalla luce, ma fuori il sole disegna sulla ghiaia grigia ombre che mutano a ogni soffio del vento tra gli alberi.
«Dove li prendi, quei nasi in più?»
«Dal nasivendolo.»

L’autrice

Gin Phillips, autrice di diversi romanzi, ha sorpreso il mondo dell’editoria quando ha consegnato al suo agente il terzo romanzo, La madre perfetta, tradotto in tutto il mondo. Per Piemme ha pubblicato La notte ha occhi curiosi, vincitore del Barnes & Noble Discover Award, e Cacciatori di stelle cadenti. Vive a Birmingham, in Alabama. http://www.ginphillips.com

L.

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