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Il 24 ottobre 2017 la britannica Titan Books presenta in cartaceo e digitale uno nuovo volume (inedito in Italia) della sua collana di apocrifi The Further Adventures of Sherlock Holmes.

La scheda di Uruk:

The Legacy of Deeds (2017) di Nick Kyme [24 ottobre 2017]

La trama:

È il 1894 e Sherlock Holmes è chiamato ad una mostra d’arte del Covent Garden dove dozzine di mecenati giacciono morti davanti al dipinto di un uomo immortale.
Holmes e Watson si ritrovano velocemente sulla pista di una figura in nero, la cui stupefacente agilità e velocità rende impossibile la cattura. La stessa pista li porta al caso di un altro omicidio, dove il servitore di un gran duca russo in visita viene trovato morto in un quartiere malfamato, con il corpo orrendamente mutilato. Cosa unisce i due crimini? Ed hanno qualcosa a che vedere con il suicidio di un impopolare insegnate di un lontano collegio? Inizia così un caso che rivelerà le ombre oscure che nascono da crimini passati, e metterà i rapporti a dura prova, oltre i limiti.

L’incipit:

Non c’è dubbio sul genio di Sherlock Holmes. Il suo acume cognitivo ed intuito mentale sono così ben sviluppati che molti umili professori di Oxford o Cambridge apparirebbero dementi al confronto. L’ho visto spesso farli apparire tali. Ma durante i miei anni in sua compagnia, nella veste di amico, ho imparato che un’intelligenza così dotata porta con sé un fardello debilitante: è sicuramente la sua più grande virtù, ma anche la sua più terribile maledizione. È affamato di conoscenza, sostenuto solo dai suoi casi. Infatti ogni volta che Holmes si ritrova senza problemi da risolvere, scivola verso la più malevola disposizione di spirito, che spesso lo spinge alla siringa di cocaina.
Era l’inverno del 1894 quando una certa melanconia mi spinse all’acquisto di due biglietti per la Royal Opera House, nella speranza che una distrazione culturale potesse almeno ottenere un breve divertimento per Holmes. Due posti buoni fu il mio modesto contributo, ma un elevato numero di persone rischiava di compromettere la nostra visione del sipario di velluto rosso che portava impresso il sigillo regale.
«Balletto, Watson», rimarcò Holmes. «Avrei dovuto saperlo che era questo il diversivo previsto, così da rimanere chiuso a chiave nella mia stanza finché lei non avesse perso le speranze. Sarei nell’animo invece di ascoltare della musica lirica, qualcosa di tedesco.
«Se non l’avessi fatto, Holmes, avrebbe abbracciato l’oblio nella sua veste da camera e pantofole, lamentandosi della ristagnazione dell’esistenza e dell’assenza di stimolazione mentale nelle ultime tre settimane.»
Holmes si voltò con occhi pieni di indignazione. «Non c’è niente di male nella mia veste da camera e pantofole!»

L.

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