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Numero d’annata della collana “Segretissimo” (Mondadori), all’epoca della conduzione di Gian Franco Orsi.

L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

1147. Assassinio al Kennedy Center [Capital Crimes 9] (Murder at the Kennedy Center, 1989) di Margaret Truman [15 aprile 1990] Traduzione di Piero Cavallari
Inoltre contiene il racconto:
L’istinto dell’assassino [Julius Colleoni], di Stefano Di Marino

La trama:

Washington. Siamo alle ultime battute delle elezioni per la candidatura presidenziale. Il favorito, Ken Ewald, simpatico e intelligente senatore dal piglio kennedyano, si trova coinvolto in un terribile scandalo. Un suo vecchio amico, professore universitario, tornando a casa dopo la serata di gala al Kennedy Center in onore dell’aspirante presidente, inciampa nel cadavere della giovane e bella Andrea Feldman, che lavora come P.R. per Ewald. La rivoltella con cui è stata uccisa risulta sottratta da un cassetto della scrivania di Ewald stesso. Da qui prende l’avvio una storia inquietante in cui si intersecano interessi pubblici e privati, gente dei quartieri alti e dei bassifondi, politica e “dolce vita”, amore e cupidigia. Sullo sfondo di Washington, San Francisco e New York, un’America che l’autrice conosce molto bene e sa descrivere con acume, perfezione di dettagli e soprattutto con veridicità.

L’incipit:

1
Fino a pochi attimi prima aveva reagito con rabbia, e con la spavalderia che la rabbia produce. Aveva fatto minacce, a voce bassa ma ferma.
Adesso lo vedeva. Era un revolver. Non era grande. Sembrava un’arma giocattolo.
— Non essere ridicolo — disse con voce rotta. Un sorriso nervoso tradiva la paura che la stava attanagliando. — Ti prego, non farlo. Possiamo…
La canna corta della pistola le venne premuta con decisione contro la pancia e lei dovette fare un passo indietro.
— Oh, no.
Vide il dito premere il grilletto. La carne attutì il colpo. Il proiettile le penetrò nel corpo, devastando muscoli,
nervi, ossa e pelle. Fuoriuscì dalla schiena, più lentamente di come era entrato.
Venne scagliata all’indietro. I suoi bellissimi occhi spalancati fissarono l’ultima cosa che avrebbero visto: il volto dell’assassino.

2
— Allora, Leslie, che cosa te ne pare?
La moglie del senatore Kenneth Ewald sorrise a Ed Farmer, il responsabile della campagna elettorale del marito, un uomo che sorrideva molto di rado. — Sembra tutto magnifico, Ed. Credevo di sapere tutto dello show business, ma non avevo idea degli sforzi necessari a organizzare una cosa del genere. Ken sarà felicissimo.
— Il fatto è che si tratta di un evento decisivo. Bisogna inventare o far portare tutto qui per l’occasione — rispose Farmer con il suo caratteristico tono di voce piatto. — Ci sono pochissimi veri esperti. È come una campagna presidenziale.
Gli altri presenti nella sala George Rogers Clark del Kennedy Center si dichiararono d’accordo sul fatto che tutto era stato curato alla perfezione. Gli uccelli e gli animali di ceramica appesi alle pareti sembrava stessero tenendo una loro riunione privata.

L’autrice:

Margaret Truman vive a New York City, luogo che suo padre aveva definito «quella terribile città alle bocche dell’Hudson». Suo padre era il presidente degli Stati Uniti Harry Truman. Margaret Truman dice di avere ereditato da questo grande padre la tenacia. È una donna di sessantacinque anni, dagli occhi verdi, dotata di grande fascino e talento. Osservandola ci si accorge che dal padre ha ereditato, oltre che la tenacia, anche alcune caratteristiche fisiche: il naso, la struttura ossea del viso. A sette anni debutta come cantante concertista, una carriera che si conclude nel 1954. È proprio durante questo periodo che il presidente fa licenziare il critico musicale più accreditato di Washington perché aveva osato criticare le doti musicali di sua figlia. Margaret diventò poi attrice e presentatrice televisiva. Interrompe queste carriere per unirsi al padre nelle campagne contro Thomas Dewey nel 1948 e nel 1968 contro Hubert Humphrey. Nell’arco di questi anni sposa Elbert Clifton Daniel, redattore del “New York Times” e dal matrimonio sono nati quattro figli.
A questo punto ha cominciato a scrivere. Prima di pubblicare una serie di mystery, Margaret Truman ha scritto tre libri di saggistica tra i quali il più noto è Harry Truman, uscito nel 1973, un affettuoso ma anche obiettivo resoconto della sua vita col padre. «Ho deciso di dedicarmi ai mystery» afferma «perché li amo e li ho sempre letti. Anche i miei genitori li amavano molto.» Tra le altre attività che oggi svolge, è presidente della Harry Truman Scholarship Foundation, un istituto che ogni anno elargisce borse di studio.
Figlia unica di Harry e Bess Truman, Margaret è nata a Independence (Missouri), nel 1924. Nel 1945 quando suo padre viene eletto presidente si trasferisce con la famiglia alla Casa Bianca, che il presidente definiva «La Grande Prigione Bianca». Margaret ha ventun anni ed è il migliore partito d’America. Sempre tenuta d’occhio dalla stampa e dal Servizio Segreto dovunque andasse. È per questo che si è sposata solo alla fine del mandato presidenziale di suo padre. Ora Margaret Truman vive con la famiglia in un appartamento in Park Avenue, in Manhattan. Il suo numero di telefono non risulta nell’elenco. Il marito, ora in pensione, è il cuoco di famiglia, famoso per il suo vitello tonnato, le frittate, le fettuccine e il pollo fritto. Assassinio alla Corte Suprema è il romanzo con cui Margaret Truman ha debuttato in Italia nel 1984.

L.

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