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Prima di darlo via, schedo questo numero della collana “Segretissimo SAS” (Mondadori).

L’illustrazione di copertina è firmata dal grande Victor Togliani.

La scheda di Uruk:

50. Guinea feroce [SAS 185] (Féroce Guinée, 2010) di Gérard de Villiers [febbraio 2012] Traduzione di Sandro Ossola

La trama:

L’agente CIA Fred Lemon è blindato dentro il suo Range Rover in una strada di Bissau. Fuori fa un caldo micidiale, ma prima o poi dovrà uscire per incontrare il suo contatto. Neanche immagina che la temperatura sarà l’ultimo dei suoi problemi, una volta sceso dal veicolo, e che sarà morto nel giro di poche ore. Non per un colpo di calore, ma per un colpo di machete. Al contrammiraglio Bubo, sanguinario signore della guerra, i ficcanaso proprio non vanno a genio. La Guinea è un inferno africano di cui l’Agenzia si è disinteressata per troppo tempo, consegnandola a narcos colombiani e terroristi di Al Qaeda. Sarà il caso di correre ai ripari. Ma per le imprese impossibili, ad alto tasso di violenza, c’è un solo candidato: Sua Altezza Serenissima Malko Linge, il Principe delle Spie.

L’incipit:

Fred Lemon parcheggiò la Range Rover proprio di fronte al Monte-Carlo, il modesto ristorante attiguo all’Aparthotel Jordani, dove le prostitute potevano andare a bersi una birra Cristal di produzione locale con i clienti dell’albergo, o a guardare la tivù appesa al muro di fronte al bar.
La strada si trovava in pieno centro di Bissau, capitale dello stato omonimo, ma era accidentata quanto la peggior pista della savana. Dopo la partenza dei colonizzatori portoghesi, trentanni prima, era stato lasciato tutto in abbandono. Le vecchie facciate pastello delle case coloniali ormai non erano che muri grigiastri rosi dall’umidità, con l’intonaco che cadeva a pezzi. Quanto alle strade, solo qualche chiazza d’asfalto resisteva ancora. Dopo ogni stagione delle piogge ce nera sempre qualcuna in meno e al suo posto comparivano enormi buche da cui affiorava la terra rugginosa. Solo una strada pareva meno decrepita: quella che andava da Bissau a Quinhámel, dove l’ex presidente, ucciso a colpi di machete da un gruppo di militari un anno prima, aveva una delle sue residenze. Rimasta senza manutenzione, una volta scomparso lui, la strada non avrebbe resistito a lungo all’umidità.
Un tempo la via in cui si trovava l’Aparthotel Jordani si chiamava rua Justino Lopes, e a qualche incrocio c’era un’iscrizione, tracciata sul muro a pennarello, che lo ricordava. Le targhe delle strade in ferro smaltato erano state rubate molto tempo prima, come tutto quello che si trovava nelle case abbandonate dai coloni portoghesi.
Lentamente, ma inesorabilmente, la Guinea-Bissau, con il suo milione e mezzo di abitanti, sprofondava nell’oblio. Le ONG che, piene di ottimismo, distribuivano a casaccio gli aiuti provenienti dal Nord, si affannavano a sostenere che il paese si stava sviluppando con troppa lentezza. Alcuni vecchi africani espatriati, più obiettivi, ribattevano che la Guinea stava tornando allo stato selvaggio.
Cosa che, del resto, non importava a nessuno.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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