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La collana “Il Giallo Mondadori” di aprile (n. 3166) presenta una nuova indagine del vicequestore Cardosa.

La scheda di Uruk:

3166. Cardosa e il Codice Modigliani (2018) di Carlo Parri [aprile 2018]

La trama:

C’è un morto al Verano. Trattandosi di un cimitero, la cosa non dovrebbe fare notizia. Il problema è che il morto, al cimitero, ci era arrivato da vivo, prima che qualcuno lo soffocasse con una busta di plastica. Ecco perché tocca a Cardosa, vicequestore aggiunto della Omicidi a Roma, recarsi sulla scena del crimine. Alla vittima, un influente collezionista d’arte, non sono stati sottratti denaro o oggetti di valore, perciò l’ipotesi della rapina finita male non sussiste. Tuttavia sembra essere sparito dal portafoglio qualcosa di piccolo e sottile. Qualcosa che è stato usato per accedere alla superprotetta galleria privata del defunto e rubare una testa in pietra di Modigliani. Soltanto quella, presa di mira fra opere altrettanto pregiate e anche più facili da trasportare. Neppure il tempo di chiedersene il motivo che già bisogna occuparsi di un altro omicidio, collegato al primo. Due delitti in mezza giornata. Il lavoro comincia a farsi troppo duro per Cardosa. Ed è appena l’inizio di un caso che richiederà una dose supplementare delle sue fulminanti intuizioni. Per scoprire il tassello mancante di un codice che potrebbe svelare un segreto arcano.

L’incipit:

Aveva mal di testa. Troppo spumante e troppa insonnia. Una bella festa. L’ufficio ridotto a una balera. Persino il questore era andato a brindare. Trovare un assassino in sette giorni era il modo migliore per fare il pieno di complimenti. E la foto sulla home page del sito della polizia di Stato. Non la sua, quella di Costantini.
Lo aveva guardato appena, mentre lo portavano via. Nemmeno un giornalista, nemmeno una fotografia. Nessuno si scomoda per uno zingaro. Per uno zingaro che ammazza un altro zingaro. Per gli zingari bastano i trafiletti. La foto la passa direttamente la Mobile. Foto segnaletica.
Una storia di zingari ti lascia solo mal di testa.
A casa cercò l’aspirina. Aspirina per il mal di testa e caffè per lo spumante. Poi andò a letto con una bottiglia di minerale posata sul parquet. Si chiese quante probabilità avrebbe avuto di evitare l’insonnia, ma non riuscì a rispondersi. Si era già addormentato. Forse rifugiato in un letargo di poche ore, in una nuvola di cotone blu, fresca di aria condizionata.
La notte la passò a sognare tutto quello che non avrebbe voluto. Sua madre che aggiustava i vestiti alle signore di Siracusa, per quattro soldi. Suo padre sparito in mare. La miseria, le scarpe troppo strette o troppo larghe. Le scazzottate quando sentiva dire che sua sorella era lesbica. Poi sognò una statua di pietra, un Giano con da una parte il viso di Francesca e dall’altra quello di Gemma, sognò suo padre che ritornava dopo trentacinque anni coperto di barba bianca, sognò un carrubo enorme con il corpo di Gennarino spento dalla lupara, sognò.

L’autore:

Carlo Parri è nato a Pisa nel 1948. Manager d’azienda e docente di marketing, nel 2012 vince, con il romanzo d’esordio, il premio Tedeschi (Il metodo Cardosa, Il Giallo Mondadori n. 3068). Da allora ha pubblicato cinque racconti nel Giallo Mondadori con protagonista il vicequestore Leonardo Cardosa (Cardosa a Mercabarna, Cardosa e i fantasmi del mare, Cardosa e lo scrittoio della Pimpaccia, Maria Cardosa e La Lambretta di Cardosa). Attualmente vive a Udine dove insegna scrittura creativa.

L.

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