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Prima di darlo via, schedo questo numero della collana “Best Thriller” (SuperPocket).

La scheda di Uruk:

55. L’imputato [Paul Madriani 6] (The Jury, 2001) di Steve Martini [marzo 2004] Traduzione di Annamaria Raffo

La trama:

Si chiama David Crone il nuovo cliente di Paul Madriani, è un brillante genetista ed è accusato dell’omicidio di Kalista Jordan, giovane e ambiziosa scienziata e collega di Crone. Gli indizi sono tutti contro di lui: un rapporto di lavoro non tranquillo, culminato in un violento litigio la sera prima della scomparsa di Kalista; una denuncia per molestie; e le fascette serrafilo con cui la donna è stata strangolata ritrovate in casa di Crone. L’atteggiamento dell’imputato, poi, è tale che persino Madriani, costretto a muoversi in un labirinto di reticenze, bugie e misteri, comincia a temere di essersi assunto la difesa di un assassino. E la situazione processuale, già critica, diventa addirittura disperata quando a testimoniare si presenta la madre della vittima, accusando Crone di condurre ricerche di genetica razziale su cui Kalista aveva scoperto verità a dir poco scottanti…

L’incipit:

La ragazza fissava le stelle nel cielo senza luna col capo appoggiato contro il cordolo ricurvo di cemento del bordo della vasca. I suoi occhi erano esotici ovali marroni, cui l’arco scolpito delle sopracciglia conferiva un che di misterioso. Erano sempre la prima cosa che la gente notava parlando con lei. Gli uomini parevano smarrirvisi.
I capelli bagnati scendevano come una cascata di velluto liquido, che restava sospesa sull’acqua intorno alla pelle color bronzo delle spalle e del collo slanciato. Il corpo atletico agiva come una specie di calamita sugli uomini. Tutto in Kalista Jordan era perfettamente proporzionato… tranne, forse, l’ambizione.
Alta e snella, incarnava alla perfezione l’ideale fisico del suo tempo. Si era pagata senza il minimo sforzo gli studi al college facendo servizi fotografici per le riviste di moda. Secondo quelli dell’agenzia, come modella avrebbe potuto aspirare a una carriera da milioni di dollari all’anno. Le avevano offerto di fare alcune copertine, ma lei aveva rifiutato: non voleva trasferirsi a New York.
La parabola della celebrità per le modelle era troppo breve. Pur non essendo disposta a rinunciare né all’uno né all’altro, Kalista avrebbe preferito sprecare il proprio corpo piuttosto che il cervello. Voleva una carriera che durasse più di qualche stagione e non si concludesse in una pila di vecchie riviste.
Conseguita la laurea di primo grado all’University of Chicago, aveva lasciato le passerelle. Donna, afroamericana, diplomata a pieni voti in bioingegneria, si era ritrovata subissata di offerte per vari corsi post-laurea, e aveva finito con l’accettare una borsa di studio a Stanford.
C’erano voluti sei anni, ma alla fine aveva conseguito il dottorato in elettronica molecolare: una delle due donne sulla costa occidentale a occuparsi di questa materia d’avanguardia, la frontiera della scienza per il nuovo millennio.

L’autore:

Steve Martini, nato a San Francisco nel 1946, e cresciuto nella Bay Area e nella California meridionale, ha iniziato la carriera di giornalista come reporter a Los Angeles (ha seguito, tra gli altri il processo a Charles Manson). Nel 1974, dopo essersi laureato in Legge alla Pacific’s McGeorge School of Law, ha esercitato la professione di avvocato in California. Dal 1984 si è dedicato a tempo pieno alla narrativa, raggiungendo in breve un vasto successo internazionale. Di Steve Martini Longanesi ha pubblicato: Prova schiacciante, Influenza indebita, Il giudice, L’avvocato, L’imputato e Chiamata in giudizio, dedicati ai “casi” di Paul Madriani, e inoltre La classifica e Punto di fusione.

L.

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