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La Newton Compton porta in libreria un nuovo grande romanzo a sfondo storico.

La scheda di Uruk:

864. La spia dei Borgia (2018) di Andrea Frediani [26 aprile 2018]

La trama:

Il papa Alessandro VI Borgia sta perfezionando i suoi progetti per il controllo dell’Italia, quando un atroce delitto lo priva di uno degli affetti più cari e sconvolge i suoi piani. Tutta Roma viene mobilitata per scoprire l’autore del crimine ma, per una strana serie di coincidenze, in prima linea nelle indagini si viene a trovare il pittore di corte, il celebre Pinturicchio. Per far luce su un omicidio che ha ferito il cuore del papato, Pinturicchio si servirà dell’aiuto dei più affermati artisti in città, da Michelangelo Buonarroti a Filippino Lippi, da Piermatteo d’Amelia al Perugino. L’elenco dei nemici dei Borgia è così lungo che la lista dei sospettati si alimenta di giorno in giorno. Ma un uomo mascherato potrebbe essere il testimone chiave del delitto o il suo autore… Di chi si tratta? In una Roma rinascimentale dove la ricchezza delle espressioni artistiche va di pari passo con le lotte per il potere, la penna di Andrea Frediani rievoca uno dei più celebri cold case della storia.

L’incipit:

Roma, estate 1497
«Siete stanco, santità?». Il consueto zelo del maestro di cerimonie Burcardo riscosse il pontefice dal torpore cui si era abbandonato alla fine dell’udienza. I convenuti si erano congedati da un pezzo, ma il capo della cristianità trovava gravoso perfino alzarsi dal trono e dirigersi verso il suo cubicolo, nell’adiacente torre che aveva fatto costruire nel Palazzo Apostolico.
Alessandro, sesto del suo nome, al secolo Rodrigo Borgia, si limitò a un cenno di assenso col capo. Pur avendo abbondantemente superato i sessant’anni, si era sempre sentito un torello, proprio come l’animale che contemplava in alto di fronte a sé, sulla sommità dell’Arco di Costantino, che l’abile Pinturicchio aveva dipinto quattro anni prima come sfondo dell’affresco sulla parete opposta, la
Disputa di Santa Caterina ad Alessandria.
Un torello, come il simbolo della sua casata: ne era sempre stato fedele, forse più a quello che al segno di Cristo, come ben testimoniavano i suoi sette figli, la sua ascesa al soglio pontificio, che aveva finalmente coronato cinque anni prima, l’instancabile attività per rafforzare le fortune della famiglia e la potenza della Chiesa, la strenua difesa della sua posizione dai tanti nemici che la minacciavano senza sosta.
Ma da quel maledetto giorno di due settimane prima, qualcosa era cambiato in lui. La forza che lo aveva spinto ad affrontare con determinazione e spregiudicatezza ogni difficoltà era venuta improvvisamente meno, facendolo sentire finalmente il vecchio spossato e logoro che avrebbe dovuto essere alla sua età. Aveva sempre guardato con disprezzo i cardinali più anziani che sedevano intorno a lui nel concistoro, ma ora sentiva di non essere diverso da loro, e se ne vergognava: se solo Giulia, la fedifraga Giulia, non lo avesse tradito all’epoca dell’invasione francese, almeno lei avrebbe potuto consolarlo, alleviare le sue pene di fronte al dolore più grande che avesse mai provato in vita sua. Forse solo la sua pelle candida, il suo sorriso malizioso e il suo odore inebriante avrebbero avuto il potere di distrarlo, di ridestarlo dalla sofferenza che, da quel giorno infausto, non lo aveva abbandonato un istante.

L’autore:

Andrea Frediani è nato a Roma nel 1963; consulente scientifico della rivista “Focus Wars”, ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Compton ha pubblicato diversi saggi e romanzi storici. Le sue opere sono state tradotte in sette lingue. Il suo sito è http://www.andreafrediani.it

L.

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