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La Sellerio porta in libreria un nuovo grande romanzo a sfondo storico firmato da Margaret Doody.

La scheda di Uruk:

1095. Aristotele e la Casa dei Venti (Aristotle and the House of the Winds, 2018) di Margaret Doody [19 aprile 2018] Traduzione di Rosalia Coci

La trama

Aristotele detective è posto di fronte alla reputazione del suo venerato maestro, Platone; ed è chiamato a sciogliere l’intricato mistero del suo soggiorno a Siracusa.
Un giorno va all’Accademia, la scuola fondata dal creatore del Mondo delle idee, per incontrare un messaggero venuto dalla grande città siciliana. L’uomo ha con sé la lettera di un «ignoto amico»: venite a salvare Platone – è il senso dello scritto – la sua reputazione è minacciata da «riservati e potentissimi documenti, e da alcuni altri oggetti. Non lasciate che il suo nome sia distrutto per sempre!». Ma quando lo Stagirita arriva, trova il messaggero morto stecchi to, e uno strano suo schiavo che sembra un individuo sospetto.
Dopo molti tentennamenti, l’inventore della Metafisica occidentale decide di partire in compagnia del suo «Watson» Stefanos. Arrivato a Siracusa lo ospitano nobili signori in case eleganti. Si discute di politica, di costituzioni, di libertà e di tiranni, e le opinioni, in maggioranza, sono contrarie alle idee che Platone decenni prima voleva trasmettere ai governanti siciliani. Però nessun segno si rivela dei documenti che hanno spinto Aristotele a muoversi da Atene. Quando, dopo un simposio, il filosofo scopre un altro cadavere: è Periandro, il siracusano che per primo lo ha ospitato, ucciso con una tagliente ossidiana, un delitto goffamente camuffato. Poco prima una bellissima danzatrice, Ninfadora, ha avvertito l’acuto ateniese di oscure inimicizie donandogli una moneta che dovrebbe essergli di guida nella sua inchiesta. Complotti, avventure, una quantità di personaggi con cui il detective classico avrà a che fare, ma forse la vera sfida simbolica è tra il suo metodo di logica della scoperta e l’astratta visionarietà del terribile maestro. E sullo sfondo scorre la contesa tra la democrazia e la tirannide nelle antiche città, e soprattutto la lotta contro i Cartaginesi per l’egemonia nella ricca Sicilia. Margaret Doody, classicista e specialista della cultura antica che ha creato il personaggio del detective filosofo, fa uso di un ottimo pretesto giallo per immergerci nella vita quotidiana delle colonie greche.

L’incipit:

È difficile spiegare con esattezza perché procedessi a passo di marcia in compagnia di Aristotele sulla strada polverosa che conduce alla scuola di Platone. L’ex istituto di Platone andava senz’altro a gonfie vele, ma il fatto che fosse stato costruito così lontano dall’Agorà continuava a sembrarmi un po’ bizzarro. All’inizio, quando Platone aveva ampliato l’Accademia, tutti si divertivano a chiedere: «Pensi di trasferirti a Megara?». Aristotele e il suo Liceo si trovano invece vicino al centro. Il Liceo è facile da trovare, proprio dietro alla collina dalla vetta affusolata un tempo battuta dai lupi, e vicino alla piazza del mercato e ai tribunali. Quella mattina ero passato di là per una visita, e avevo trovato Aristotele al lavoro, impegnato a dissertare con tre o quattro giovani studenti. Dopo un po’ li aveva congedati, ma uno dei ragazzi era rimasto.
«Aristotele, non ci lascerete studiare le
Leggi, mentre leggiamo e discutiamo la Repubblica?».
«So che ami leggere, Eusebio, ma è meglio affrontare le opere più semplici prima di quelle più complesse. Non che la
Repubblica sia semplice, nient’affatto. Un’opera non è un dolce da ingurgitare in un sol boccone. E come un grosso baule, bisogna svuotarlo a poco a poco. A volte vi si trovano cose strabilianti».
Aristotele aveva usato un tono allegro e benevolo, vagamente canzonatorio. Lo studente, invece, aveva un’espressione serissima.
«Non dobbiamo perdere tempo», disse. «Ogni parola di Platone è preziosa. Io le imparerei tutte a memoria. Ed è meraviglioso pensare che voi lo abbiate conosciuto!».

L’autrice:

Margaret Doody, canadese, è professore di letteratura comparata. I romanzi con Aristotele detective, sono diventati caso letterario anche per l’esattezza dell’ambientazione storica.

L.

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