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La Marsilio porta in libreria l’atteso quinto “mistero di Sandhamn”

La scheda di Uruk:

L’estate senza ritorno [Misteri di Sandhamn 5] (I stundens hetta, 2012) di Viveca Sten [18 gennaio 2018] Traduzione di Alessia Ferrari

La trama:

Weekend di solstizio a Sandhamn. In occasione della tradizionale festa di mezza estate, le barche a vela affollano il porto e i pontili sono presi d’assalto da gruppi di ragazzi che si riuniscono per celebrare il giorno più lungo dell’anno. Nella folla, nessuno sente la disperata richiesta di aiuto di una di loro, che finisce per accasciarsi sulla riva, priva di sensi.
Anche Nora Linde si prepara a una serata di festa insieme a Jonas, con cui ha iniziato da poco una relazione che l’ha aiutata a gettarsi alle spalle un matrimonio infelice. Ma l’entusiasmo lascia il posto all’angoscia quando Wilma, la figlia quattordicenne di Jonas, scompare e sulla spiaggia viene trovato il corpo senza vita di un suo amico.
Dalla centrale di Nacka a Stoccolma, l’ispettore Thomas Andreasson raggiunge l’isola dell’arcipelago per guidare le indagini e fare luce su una storia ingarbugliata in cui, in un mondo di adolescenti smarriti, ognuna delle persone coinvolte ha la propria versione dei fatti e la propria verità da difendere.

L’incipit:

Il porto pullulava di scafi candidi, imbarcazioni piene di gente che faceva festa. I pontili erano letteralmente invasi da ragazzi ubriachi che sciamavano nella tiepida serata estiva. Eppure, la ragazzina che si trascinava a fatica tra la folla batteva i denti dal freddo.
C’era gente dappertutto, ma non riusciva a trovare qualcuno che conosceva. Tutti chiacchieravano e ridevano a voce alta; quel baccano le fece venire mal di testa, tanto che si tappò le orecchie con le mani pur di non sentire.
Socchiuse gli occhi nella luce vespertina, cercando disperatamente tra la folla un volto, il volto di una persona che le era più che familiare.
Nonostante i cartelli di divieto, un gruppetto di adolescenti aveva acceso un falò sulla spiaggia. Poco più in là c’erano degli agenti di polizia con indosso gilè gialli ad alta visibilità, cui se ne aggiunsero altri a bordo di un quod rosso che si fermò all’angolo del ristorante Seglar.
La ragazzina non li vide. Aveva i capelli chiari arruffati e gli occhi sbarrati, vitrei. Zoppicava leggermente, aveva perso una scarpa chissà dove.
Qualcuno la urtò, mandandola a finire contro un bidone dell’immondizia.
Il suo sguardo vagava senza sosta. Cominciò a singhiozzare, andò ad appoggiarsi a una fontanella. Nessuno in quella ressa si accorgeva di lei, intorno il chiasso aumentava e diminuiva di volume, la musica alta inghiottiva il flebile lamento che le saliva dalla gola.
«Devo trovare la loro barca, devo trovarla» piagnucolò.

L’autrice:

Dopo una brillante carriera giuridica, Viveca Sten è oggi tra le autrici scandinave di polizieschi di maggior successo internazionale. Dai suoi libri, pubblicati in più di 25 paesi, è anche stata tratta la serie televisiva “Omicidi a Sandhamn”, seguita da 30 milioni di spettatori nel mondo. Viveca Sten vive a nord di Stoccolma con il marito e i tre figli e trascorre lunghi periodi sull’isola di Sandhamn, nell’arcipelago di Stoccolma, dove la sua famiglia possiede una casa da generazioni.

L.

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