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Trentanovesima avventura del Principe delle Spie Malko Linge, in questa nuova ristampa di “Segretissimo SAS” (Mondadori), questo maggio in edicola «Malko Linge nel mattatoio cileno».

La scheda di Uruk:

39. Ordine a Santiago [SAS 39] (L’ordre règne à Santiago, 1975) di Gérard de Villiers [maggio 2018] Traduzione di Bruno Just Lazzari

La trama:

La paura è una cappa di piombo sulla capitale del Cile. Dopo il tramonto vige il coprifuoco. Può succedere di incontrare carabineros o agenti della polizia politica, magari impegnati a scaricare davanti a un’ambasciata il corpo martoriato di una ragazza dentro un sacco. Una “traditrice” torturata e giustiziata. Momenti di vita notturna a Santiago, dopo il golpe che ha rovesciato il presidente Allende. La CIA vuole mettere al sicuro un suo collaboratore locale braccato dalla giunta militare. E chi sarà mai il fortunato vincitore di una vacanza premio con soggiorno incluso in una prigione segreta? Il solo e unico Malko Linge, ovviamente, spedito sul posto a rintracciare Carlos Geranios. All’aristocratico Principe delle Spie non rimane che un’opzione. Togliersi i guanti bianchi e picchiare duro.

L’incipit:

La giardinetta grigia 404 senza targa scendeva rapidamente, proveniente da sud lungo l’Avenida Miguel Claro. I suoi fari illuminavano la carreggiata vuota, ancora invasa dalla nebbia. Erano le cinque del mattino e il coprifuoco era cessato da alcuni minuti. Prudenti, gli abitanti di Santiago non si avventuravano nelle vie prima delle cinque e mezzo per non ritrovarsi a Ritoque, il campo di concentramento creato dalla Junte nei pressi della città. I carabineros e i poliziotti della DINA, Direzione Informazioni Nazionali, ossia la Gestapo del regime, non scherzavano. Dall’una alle cinque, Santiago era una città morta.
All’incrocio dell’Avenida Clemente Fabris, la 404 fece un segnale coi fari, rallentò, e accostò al marciapiede di fronte alla cancellata che cingeva il parco dell’ambasciata d’Italia, una delle più belle proprietà dell’elegante quartiere di Bilbao. Immediatamente, un carabinero congelato, infagottato nella tenuta color oliva, avanzò verso la 404 con il mitra spianato. Gli altri, scaglionati ogni cento metri davanti all’ambasciata, batterono nervosamente i piedi. Un cane lupo tenuto al guinzaglio abbaiò. L’ambasciata d’Italia, come tutte le altre rappresentanze diplomatiche di Santiago, era sorvegliata giorno e notte dalla polizia. Chiunque tentasse di varcarne la cinta correva il rischio di essere ucciso a vista. All’interno di ogni ambasciata erano già ammassate decine di profughi politici, sfuggiti alla feroce repressione della Junte del generale Pinochet; aspettavano un salvacondotto per poter uscire dal paese. Alcuni marcivano là da un anno. Dopo la baraonda dei primi giorni, la DINA aveva tappato ermeticamente le ambasciate e nessuno riusciva più a rifugiarvisi. I carabineros avevano persino invaso l’ambasciata della Colombia per impadronirsi dei fuggiaschi che vi erano nascosti, ma questo aveva provocato una tale levata di scudi che non avevano osato ricominciare. Comunque, il loro pentimento non era arrivato al punto di spingerli a restituire le persone che avevano prelevato.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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