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La Sellerio, nella sua collana “La Memoria”, porta in libreria un incrdibile romanzo di spionaggio.

Il romanzo era già uscito in Italia nel 1974 per Bompiani, con lo stesso titolo e traduzione.

La scheda di Uruk:

1098. Spia contro spia (Spy/Counterspy, 1974) di Duško Popov [18 gennaio 2018] Traduzione di Carla Chiaffrino rivista da Sofia Merlo

La trama:

«Mi fermai a un tavolo dove si giocava al baccarà. Tra i giocatori riconobbi una delle mie bête noire, un lituano dall’aspetto insignificante ma molto ricco, di nome Bloch, particolarmente spavaldo. Non so cosa diavolo mi prese, forse fu il fatto che c’era Fleming alle mie spalle, ma quando Bloch proclamò “banque ouverte!”, annunciai con il tono più freddo e distaccato: “Cinquantamila dollari”». Erano soldi che servivano a finanziare un’operazione.
Verosimilmente fu questo stile, questo suo modo di fare la spia (e che spia: uno dei più celebri agenti doppi del Novecento) che convinse Ian Fleming a costruire il suo James Bond sul modello vivente di Popov.
Nome in codice Triciclo, Duško Popov è un bon vivant, bello e ricco intellettuale serbo che studia a Friburgo. Uno di quelli che si illudevano di seppellire Hitler con una risata, finirà nelle mani della Gestapo da cui si salva a stento. Riparato a Belgrado, tempo dopo, un ufficiale dell’Abwehr, il controspionaggio tedesco, lo nota e gli propone il reclutamento. Lui è fermamente antinazista ma la prospettiva lo tenta. Così accetta l’arruolamento, prendendo però subito contatto con l’MI6 inglese. E qui comincia la vita da spia raccontata in questo libro: in giro per il mondo, sempre sul filo del rasoio e sempre amando le donne, doppiogiochista ma leale fino alla fine con gli amici. Una carriera con almeno un paio di grandi colpi che hanno inciso nella guerra.
«Un classico dello spionaggio» ha detto Graham Greene di Spia contro spia, perché davvero sembra la trama di un perfetto romanzo di spionaggio.
Duško sa scrivere: gaio, sapiente nel creare la tensione, ironico.
Il suo romanzo di una vita sembra il racconto paradossale e frizzante di Ian Fleming, ma corretto da Le Carré. La gaudente leggerezza è quella di James Bond, la metodica professionalità quella di Smiley.

L’incipit:

Per sfuggire agli infiniti pericoli del mestiere di spia il segreto è non prendersi troppo sul serio. Bisogna munirsi di una certa dose di spensieratezza senza essere superficiali. Non ho mai preso la mia vita con eccessiva serietà, né l’ho fatto con quella degli altri. Per questo sono stato criticato da Sir Stewart Menzies, il capo del servizio segreto inglese. Mi ha anche rimproverato di avere «troppi stemmi sulla mia bandiera», cosa tuttavia ideale per il mestiere che facevo. Per qualche istante ho pensato di usare la sua frase come titolo per questo libro.
In molti, poi, mi hanno fatto notare che la vicenda che sto per raccontare è una cosa seria, un importante contributo alla storia, e dunque avrei dovuto usare uno stile adeguato. Se fossi ricorso a un tono colloquiale, il libro sarebbe stato preso per un romanzo d’invenzione, mi dicevano. Insomma, il mio racconto avrebbe perso di credibilità.
Beh, mi sono preso ugualmente questa libertà. Non è possibile, devo ammetterlo, riportare fedelmente tutto quanto è stato detto. Ma ricordo bene lo spirito delle conversazioni, e in fondo credo sia questo che conta. Il mio obiettivo è dare al lettore, nel modo più efficace possibile, un’idea di come erano certi individui e di com’era la vita ai tempi in cui facevo il mio lavoro. E non credo che un’arida esposizione servirebbe allo scopo. Ancora un’osservazione. Quando iniziai questo mestiere avevo poco meno di trent’anni, ed ero impaziente di vivere la vita fino in fondo. Sarebbe poco onesto raccontare la storia di un uomo giovane, senza pensieri, romantico, amante dell’avventura – sebbene abbastanza maturo per vedersi affidata una missione importante – col tono misurato di chi ha ormai i capelli grigi.

L’autore

Duško Popov (Titel, Serbia, 1912 – Opio, Francia, 1981) nato da una ricca e influente famiglia serba, fu tra i più determinanti ed efficienti doppi agenti contro la Germania della Seconda guerra mondiale. Dandy e playboy rinomato, dopo la guerra visse in Costa Azzurra. L’autobiografia Spia contro spia fu pubblicata per la prima volta nel 1974.

L.

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