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Numero d’annata della collana “Segretissimo” (Mondadori), all’epoca della conduzione di Stefano Magagnoli.

La scheda di Uruk:

1492. Azione ostile [Sam Maxwell 1] (With Hostile Intent, 2001) di Robert Gandt [giugno 2004] Traduzione di Marcello Jatosti

La trama:

Con la guerra irachena ancora alle porte, Killer e Brick sono due piloti da caccia incaricati di pattugliare i cieli dell’Irak per assicurare il rispetto della No-Fly-Zone. Ma, mentre Brick è onesto e leale, Killer è un avventuriero senza scrupoli, a caccia di onori e pubblicità. Brick sa che Killer ha anche coperto l’incompetenza di una bionda allieva pilota, che intendeva sedurre, e che è ora vittima dei suoi ricatti. Quando la CIA informa il comando americano che Saddam sta inviando in Arabia e Kuwait il suo presunto micidiale arsenale chimico e nucleare, Brick e Killer vengono mandati a distruggerlo in una pericolosa missione che potrebbe rivelarsi senza ritorno. Killer ha quindi un’ottima occasione per sbarazzarsi di un pericoloso rivale, al corrente di troppe cose…

L’incipit:

Stazione AWACS Zulu
Venerdì 18 aprile, ore 14.35
— Un Fulcrum!
L’effetto era sempre lo stesso. Il semplice annuncio del contatto radar faceva immancabilmente accelerare le pulsazioni cardiache della tenente Tracey Barnett. Il medesimo effetto che produceva sugli altri due controllori. Alla spettrale luce rossastra del compartimento di comando e controllo dell’E-3C
Sentry, Tracey li vedeva entrambi, chini sulle rispettive consolle.
— Anzi, i Fulcrum sono due!
Ormai li aveva identificati. Erano decollati dalla base aerea di Al-Taqqadum, poco a ovest di Baghdad. Erano diretti a sud, verso il trentatreesimo parallelo, il confine della No-Fly-Zone, la zona di non sorvolo. Il riconoscimento elettronico non lasciava dubbi: si trattava inequivocabilmente di MIG-29, caccia bireattori di fabbricazione russa, il cui nome in codice NATO era appunto Fulcrum.
Tracey studiò i due puntini luminosi sullo schermo. Non era abitudine dell’aviazione irachena uscire allo scoperto e sfidare le pattuglie aeree alleate. Se mai osavano decollare, azzardavano appena una timida puntata verso la NFZ, per invertire subito la rotta e rifugiarsi verso l’interno dell’Iraq.
Almeno, così facevano di solito. Ma non oggi. Questi viaggiavano a velocità supersonica, a circa 1.2 Mach, e continuavano ad accelerare, puntando dritto a sud, verso la NFZ.
Per maggior sicurezza, Tracey chiamò
Rivet Joint, l’RC-135 per la raccolta di informazioni in orbita sul Golfo. Come gli AWACS, anche Rivet Joint era una versione modificata del vecchio Boeing 707, ma sprovvisto della grande antenna parabolica montata sopra la fusoliera.
— Confermiamo, Sea Lord — rispose il controllore da
Rivet Joint. — Due Fulcrum in volo. A quanto pare, la caccia è aperta. Speriamo solo che abbiate a disposizione dei buoni tiratori.
Tracey tornò alla consolle e diede una rapida occhiata al quadrante per verificare le risorse disponibili. Le occorrevano dei tiratori: dei caccia armati e pronti al combattimento. Ma dov’erano?
Eccoli. Perfetto! Uno squadriglia di quattro F/A-18 della marina, appena decollati dalla
Reagan, ancora impegnati a rifornirsi di carburante in volo.
Chiamò il caposquadriglia. — Stinger Uno-uno, qui Sea Lord. Mi ricevi?
Neanche un secondo di esitazione. — Qui Stinger Uno-uno, Sea Lord — rispose il caposquadriglia degli F/A-18.
— Siete di scena, Stinger. Abbiamo un vettore che scotta per voi.
— Avete fatto il numero giusto, Sea Lord. Voi indicateceli e noi li buttiamo giù.

L’autore:

Dopo essere stato, all’età di vent’anni, il più giovane aviatore della Marina degli Stati Uniti, Robert Gandt ha avuto una lunga carriera militare come pilota di caccia d’attacco. Successivamente è passato all’aviazione civile prestando servizio in alcune grandi compagnie aeree, soprattutto fra New York, Berlino, Hong Kong e San Francisco, e accumulando oltre trentamila ore di volo. Nel 1995 è ritornato al suo vecchio squadrone per volare sugli F/A-18 Hornet, cogliendo anche l’occasione per raccontare in un libro le vicende di un gruppo di uomini e donne istruiti a volare sui più sofisticati caccia della Marina statunitense. Robert Gandt vive in una “comunità volante” nei pressi di Daytona Beach, in Florida, e potete visitare il suo sito all’indirizzo http://www.Gandt.com.

L.

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