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Dallo scrigno di 80 romanzi di SAS, trovati nell’estate 2016 su una bancarella fortunella, ecco questo numero di “Segretissimo” (Mondadori) risalente alla direzione Laura Grimaldi.
L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

1051. SAS: chi dice Sikh [SAS 81] (Mort à Gandhi, 1986) di Gérard de Villiers [10 agosto 1986] Traduzione di Mario Morelli
Inoltre contiene il saggio:
L’enigma Otto John, di Ettore La Serra
Inoltre contiene il racconto:
Finché spia non vi separi (Fly, said the Spy, da “EQMM”, marzo 1984), di Elizabeth Ferrars – Traduzione di Roberto Marini

La trama:

Nel cuore del Punjab, dove sorge il Tempio d’Oro, l’atmosfera dovrebbe essere soffusa di misticismo e amore. Ma lo spettacolo grandioso del luogo è turbato dall’ombra minacciosa di un attentato che dovrebbe verificarsi proprio in questo posto sacro ai Sikh. I servizi segreti indiani, all’erta, inviano un loro agente, Lai Oberoi, che presto verrà ucciso, dopo essere caduto nelle mani del capo dei Sikh. A Nuova Delhi arriva Malko Linge, incaricato di portare a termine la missione iniziata da Oberoi. Come prima cosa, SAS scopre che l’attentato verrà realizzato il 31 ottobre da una donna misteriosa. La parola d’ordine è trovare la donna e sventare a tutti i costi il grave fatto di sangue. Per SAS occhi-d’oro missioni di questo genere dovrebbero essere abbastanza d’ordinaria amministrazione, ma la strana atmosfera della grande India dalle immense moltitudini e dai misteriosi riti, lo cattura al punto di fargli quasi mancare il bersaglio.

L’incipit:

Lai Oberai si affacciò alla finestra della sua camera, disturbando un grosso scarafaggio. Il Tempie View Hotel dava sul complesso del Tempio d’Oro: edifici bianchi sistemati a quadrato, un po’ come un chiostro, che circondavano uno specchio d’acqua di più di cento metri di lato. In mezzo a quest’ultimo sorgeva l’Harimandir, il santuario, piccolo cubo ricoperto di lamine d’oro, collegato da una passerella di marmo bianco alla larga passeggiata – dello stesso marmo – che correva tutt’intorno allo specchio d’acqua.
Una piccola processione si era staccata dall’Harimandir e avanzava con lentezza maestosa.
Un sacerdote barbuto, tutto vestito di bianco ad eccezione del turbante nero, precedeva un palanchino dorato su cui posava l’
Adi Grantha, il Libro Sacro dei sikh, dietro il quale venivano altri sacerdoti e alcuni ragi, i suonatori sacri. Il corteo varcò il Darshni Darwaza, cioè l’arco con cui terminava la passerella, e si diresse verso un altro piccolo edificio sacro, PAkal Tankat, tempio in cui il Libro Sacro sarebbe rimasto fino all’alba.
Il chiarore della luna si rifletteva in modo fantastico sulla cupola e sulle pareti d’oro dell’Harimandir, ma Lai Oberai, insensibile alla poesia, pensò solo che l’ora del suo appuntamento era arrivata.
Come ogni sera alle dieci precise, la musica acuta e melodiosa che si rovesciava sul Tempio per mezzo di decine di altoparlanti, era cessata. Sarebbe ripresa solo alle quattro del mattino, col ritorno del Libro Sacro nel santuario. Nel frattempo, alcuni sacerdoti avrebbero continuato a leggere il Libro Sacro nell’Akal Tahkat, prima di riprendere la loro lettura pubblica. Chiuso l’Akal Tahkat, la passeggiata intorno allo specchio d’acqua e le varie dipendenze restavano accessibili ai pellegrini ventiquattro ore su ventiquattro.
Il che faceva molto comodo a Lai Oberai.
Questi si voltò e guardò la ragazza che dormiva sul grande
sharpoi quadrato, il letto fatto di legno e cinghie, avvolta in un sari color verde pallido. Il seno sodo si sollevava e si abbassava al ritmo del respiro, come se volesse provocare Lai Oberoi attraverso la seta aderente.
Con la gola improvvisamente arida, l’indiano si avvicinò al letto e con la punta delle dita accarezzò la pelle scoperta. La ragazza socchiuse gli occhi e posò su di lui uno sguardo sonnolento e sottomesso. Dal giorno prima gli apparteneva.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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