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Titolo d’annata de “Il Giallo Mondadori“, nell’epoca di Mauro Crippa.

L’illustrazione di copertina è firmata da Prieto Muriana.

La scheda di Uruk:

1934. Paura a Lakeview [Uncle George 3] (The Copycat Killers, 1983) di Hugh Pentecost (Judson Philips) [23 febbraio 1986] Traduzione di Pia Janin

La trama:

È l’imperatore Claudio in persona a chiedere al senatore Aurelio Stazio di svolgere un’indagine sulla strana morte per avvelenamento di un celebre gladiatore, sul quale avevano puntato grosse somme moltissime persone. Contro di lui, invece, aveva puntato un legale della famiglia Sergi, personaggio ambiguo e violento. Aurelio scopre subito che il gladiatore è morto avvelenato da una scheggia lanciata con una cerbottana. Poi un altro uomo della stessa squadra fa la medesima fine… Con l’aiuto del suo liberto tuttofare, il petulante, arguto Castore, il senatore indaga fino ad arrivare al cuore del problema, che è il cuore stesso della stabilità politica.
Romanzo vivace, attento, di taglio moderno nonostante la ormai nota ambientazione storica che è la caratteristica dominante dei romanzi della scrittrice bolognese.

L’incipit:

Anno 798 ab urbe condita
Vigilia delle Calende di giugno
(31 maggio del 45 d.C.)
Il senatore Publio Aurelio Stazio sedeva un po’ rigido accanto a Servilio, nella tribuna coperta dietro il palco imperiale.
L’anfiteatro di Statilio Tauro, al Campo Marzio, era già pieno da scoppiare, ma altra gente continuava a riversarsi dai
vomitoria, i larghi corridoi di accesso per la plebe. I giochi di quel giorno sarebbero stati memorabili: Claudio, grande appassionato di ludi, non aveva badato a spese per offrire al popolo romano quanto di meglio si fosse visto fino a quel momento in fatto di combattimenti di gladiatori. L’arena era addobbata da larghi teloni che difendevano il pubblico dal sole cocente e, al suo centro, un monte artificiale ricostruiva l’angolo di foresta tropicale da cui i campioni avrebbero dovuto stanare le belve; tutto attorno un largo anello di sabbia aspettava il passo trionfante dei vincitori e il sangue dei perdenti.
Tito Servilio, eccitatissimo, additava all’amico Aurelio i vari trucchi di scena, pregustando l’attesissimo spettacolo. Il senatore, dal canto suo, contemplava l’arena con un misto di curiosità e di disgusto: non amava i massacri, per quanto coreografici, e solo l’impossibilità di sfuggire ai suoi doveri sociali lo aveva indotto a occupare il posto, solitamente vuoto, che gli era riservato nella tribuna.
Il suo sguardo, vagando tra la folla nel tentativo di sottrarsi al fascino macabro del palcoscenico di morte apprestato nell’anfiteatro, finì col fermarsi sul podio imperiale, là dove il maturo Claudio, avvolto in una ricchissima veste di porpora, era intento a scommettere somme ingenti coi cortigiani più adulatori. Al suo fianco, sotto un baldacchino di broccato, le spalle fiere e regalmente perfette, sedeva la bellissima e chiacchierata imperatrice, Valeria Messalina. Aurelio riusciva a intravedere, in mezzo alle nuche ben rasate dei funzionari, solo la cascata dei suoi capelli d’ebano e un piccolo scorcio del purissimo profilo da bambola orientale.
— Eccoli, eccoli! — Servilio lo tirò per la manica, indicando il cancello da cui i gladiatori entravano, tra le ovazioni della folla.
Un primo gruppo di combattenti, vestiti di pelle di leopardo, passava in quel momento davanti al palco d’onore, seguito a ruota dai Traci armati con la parma, il piccolo scudo rotondo destinato a frapporsi, come unica difesa, tra loro e la morte. In un bagliore di corazze, fecero la loro comparsa i mirmilloni dai muscoli guizzanti e ben unti d’olio.
Davanti a quell’abbondanza sfacciata di robuste braccia virili, le matrone emisero sospiri soffocati, languidi di promesse per chi, scampato alle Parche, avesse riportato la palma della vittoria.

Le mappe:

L’autrice:

Vincitrice nel 1990 del Premio Alberto Tedeschi, Danila Comastri Montanari, bolognese, sposata con una figlia, è laureata in Pedagogia e in Scienze Politiche. È insegnante di italiano e storia in un istituto tecnico di Bologna. Ma la sua grande passione è la storia, materia della quale è profonda conoscitrice. Tutti i suoi romanzi sono ambientati nella Roma Imperiale.

L.

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